Bentonato tra di noi Barbagianni

di Matteo Muschietti, Municipale di Coldrerio e sentinella dell'ambiente
COLDRERIO - In queste belle giornate d'inizio marzo, solgo recarmi nei boschi della Regio Insubrica ad assaporare l'odore della terra che esce dal torpore invernale. Il vento tiepido che spira dal sud porta seco l'inizio anzitempo di una primavera prossima oramai.
Sui prati spuntano i primi fiori, quali primule e violette. Le gemme degli alberi sono gonfie e pronte ad esplodere vestendo di verde pallido tutta la vegetazione, faggi querce, ecc., piante tipiche della nostra regione.
E' bello osservare la natura nella sua metamorfosi. Alzando il capo, qui sui Monti di Novazzano, si può ammirare nella sua maestosità, il massiccio del Monte Rosa, che sembra così vicino da poterlo toccare con le mani.
Nel ritorno della mia passeggiata al calar del sole, salendo da Uggiate Trevano, con grande stupore, per la prima volta ho notato la presenza del Barbagianni. E' un uccello predatore, che si muove solamente al crepuscolo per andare a caccia di roditori. E' di color biancastro e con un apertura delle ali di circa un metro.
Dalla nostra regione quest'ultimo era scomparso nella fine degli anni '60 e fu avvistato per l'ultima volta in Valle della Motta, dove viveva nel casolare abbandonato del Loi.
E' un uccello maestoso: al vederlo volare può impressionare per la sua imponenza. E' stata per me una scoperta grandiosa vederlo volteggiare presso il rudere del casolare abbandonato nel comune di Uggiate Trevano. Bentornato tra di noi Barbagianni, la tua presenza è di ottimo auspicio per una solida biodiversità. Oggi, nella Regio Insubrica, ci sono le premesse di una nuova vita per il Barbagianni, in quanto i roditori hanno colonizzato la zona dei casolari abbandonati. La natura vuole i suoi equilibri, ed il Barbagianni che si nutre soprattutto di topi, ha .
Oso sperare che i cacciatori, numerosi in questa zona, rispettino questo uccello notturno, che dà un fascino speciale a tutta la nostra regione.



