Referendum sui Castelli - non un dettaglio, ma una scelta di democrazia

Paolo Balzari, Vicepresidente Il Noce
BELLINZONA - In questi giorni il referendum promosso dal movimento Il Noce viene spesso presentato come una reazione sproporzionata su due punti considerati marginali. Ma le cose non stanno così.
Il referendum nasce infatti da una posizione assunta pubblicamente dal Noce, che già durante il dibattito in Consiglio comunale aveva sollevato la questione e presentato un emendamento per mantenere la denominazione storica Castelli di Bellinzona e preservare l’accesso gratuito.
La proposta è stata respinta dal Consiglio comunale il 9 marzo 2026. Per questo motivo Il Noce ha deciso di lanciare il referendum facoltativo comunale, chiedendo semplicemente che su questa scelta possano esprimersi i cittadini.
Il referendum non è un ostacolo alla democrazia. È uno dei suoi strumenti fondamentali. In Svizzera esiste proprio per questo: permettere alla popolazione di pronunciarsi quando una decisione politica tocca temi sensibili per la comunità.
La questione non riguarda solo un nome o un ticket. Riguarda il rapporto tra i cittadini e il loro patrimonio.
I Castelli di Bellinzona, patrimonio UNESCO, sono da sempre parte dell’identità della città e della vita dei suoi abitanti. Non a caso già nel 2021 la Commissione della Gestione aveva espresso perplessità sulla denominazione “Fortezza”, ritenendo più appropriato mantenere il riferimento ai Castelli.
Sul sito UNESCO, del resto, non si parla di “fortezza”, ma di “Tre castelli, murata e cinta muraria del borgo di Bellinzona”, che è la denominazione ufficiale con cui il sito è riconosciuto come patrimonio mondiale.
Allo stesso modo, l’eventuale introduzione di un ticket di accesso tocca una sensibilità diffusa: molti cittadini temono che un patrimonio percepito da sempre come aperto e condiviso possa diventare, poco alla volta, meno accessibile.
Nessuno mette in discussione la necessità di valorizzare e promuovere questo straordinario patrimonio storico.
Ma proprio perché i Castelli rappresentano qualcosa di così importante per la città, riteniamo giusto che su scelte simboliche e identitarie la parola possa tornare ai cittadini.
Difendere questo patrimonio significa difendere la storia, l’identità e il diritto delle cittadine e dei cittadini di Bellinzona di esprimersi su una scelta che riguarda l’intera comunità.
Per questo Il Noce ha deciso di lanciare il referendum, invitando i cittadini a partecipare alla raccolta firme. Più formulari verranno scaricati, firmati e fatti firmare, più sarà possibile portare la decisione davanti ai cittadini.
Il referendum non è contro qualcuno. È un gesto di responsabilità civica e di fiducia nella democrazia diretta.
Per questo chiediamo che il dibattito venga affrontato per quello che è davvero: non una polemica su due dettagli, ma una discussione seria sul rapporto tra patrimonio, identità e partecipazione.
Alla fine, in una democrazia, la parola ai cittadini non è mai un problema. È la soluzione.



