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Augusto Marchi

Il Ticino non è contro sé stesso

Un'opinione sull'iniziativa "200 franchi bastano".
TiPress
Fonte Augusto Marchi
Il Ticino non è contro sé stesso
Un'opinione sull'iniziativa "200 franchi bastano".

Nel dibattito sull’iniziativa “200 franchi bastano” si sostiene spesso che una riduzione del canone sarebbe contraria agli interessi del Ticino. Un’affermazione che però fatica a reggere di fronte ai fatti. A sostenere l’iniziativa sono infatti i due consiglieri agli Stati che rappresentano il Ticino a Berna: Marco Chiesa e Fabio Regazzi.

Parliamo dei massimi rappresentanti istituzionali del Cantone a livello federale, eletti proprio per difenderne gli interessi. Sostenere che l’iniziativa danneggi il Ticino significa dunque sostenere che chi lo rappresenta a Berna stia agendo contro il proprio Cantone: Una tesi per me difficilmente comprensibile

Entrambi hanno chiarito che l’obiettivo non è smantellare il servizio pubblico, ma stimolare la SSR a riorganizzarsi, modernizzarsi e concentrarsi sulle sue missioni fondamentali. Un approccio pragmatico, non ideologico.

Anche un aspetto centrale non viene considerato: la perequazione a favore della Svizzera italiana verrebbe comunque mantenuta. Il principio di solidarietà tra regioni linguistiche non è messo in discussione. Con un canone a 200 franchi, la RSI disporrebbe comunque di 160 milioni di franchi all’anno, risorse credo adeguate per garantire informazione, cultura e sport in lingua italiana.

Non si parla quindi di abbandono del Ticino o di silenziamento mediatico, come proclamano i contrari all’iniziativa pubblicando annunci con il monoscopio del “No signal”, sostenendo che con i 200 franchi si spegnerà la voce della Svizzera di lingua italiana. Si tratta piuttosto di un ridimensionamento responsabile per un uso dei fondi pubblici più efficiente.

Se i due consiglieri agli Stati del Ticino (oltre a e 3 consiglieri nazionali) sostengono che “200 franchi bastano” l’iniziativa, non sembra essere contro il Cantone ma bensì una riforma equilibrata, a tutela del servizio pubblico e chi lo finanzia e, innovativa, mirata a esigenze e realtà del mercato futuro.


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