Luca Campana
L'OSPITE
22.07.2020 - 18:460
Aggiornamento : 23.07.2020 - 11:57

Fatto di sangue a Pregassona da non tollerare per la sicurezza di tutti

Luca Campana, commissario quartiere Pregassona

I fatti di lunedì fuori dall'Aldi di Pregassona hanno avuto ampio risalto sui media e sono stati alquanto gravi. Due iracheni sono venuti alle mani ed uno è riuscito nell'intento di accoltellare il rivale. Il tutto si è allentato quando una signora è intervenuta a far desistere e posare il coltello. Di fatto è riuscita a togliere l'arma di mano all'autore del ferimento. Il video è rimbalzato un po' ovunque sui social e ha mostrato tutta la crudeltà del momento.

Questi fatti sono molto gravi specialmente se a compierli sono delle persone che cercano un certo tipo di rifugio in un altro paese. «Di rifugiati sembra trattarsi» e io non so cosa queste persone abbiano passato nel loro paese e se essi stessi siano stati causa di problemi nello stesso, sia a livello civile che militare.

Sospendo il giudizio del perché un disagio accompagni tale grave situazione, poiché importa fino a un certo punto ed è relativo davanti al dramma che poteva compiersi. Quello che importa è che sul piazzale potevano esserci delle famiglie, in particolare dei bambini e la scena che si potevano trovare davanti avrebbe potuto segnarli psicologicamente. Questo non è accettabile da persone che chiedono un certo tipo di aiuto al nostro paese. Io auspico a questo punto che, finito il periodo sotto stretta sorveglianza, queste due persone possano lasciare il nostro paese e ritornare da dove provengono.

Personalmente ogni tipo di tutela sull'asilo va a cadere quando questi soggetti mettono in pericolo altri e si mettono in una situazione tale da pregiudicare la sicurezza dei cittadini ospitanti. Così facendo non mostrano di voler dare un contributo positivo. Inoltre questo comportamento non è predittivo neanche per un buon futuro sul territorio.

Soprattutto i fatti riguardano delle persone armate. Io non penso che una persona civile debba circolare con un'arma bianca, a meno che non sia un coltellino svizzero e che venga utilizzato per scopi più pacifici, come aprire una scatoletta o spelare un Cervelat (ironico) al campeggio. Per contro, l'uso improprio sembra invece appartenere a tutti gli effetti ad un regolamento di conti in salsa mediorientale.

Non è ancora chiaro se la lite è scaturita da problemi di gelosia o etnici relativi alla provenienza dei due. Spero vivamente che non sia relativa a questioni di droga perché il nostro quartiere già in passato ha dato in questo senso e negli ultimi decenni è molto cambiato.

Certe risorse sinceramente non vorremmo averle. In sostanza il nostro quartiere è uno spazio di mentalità aperta dove tutti possono aver la possibilità di integrarsi, a patto di volerlo fare. Questo purtroppo però non sembra il caso.

Dispiaciuto per quello che si è verificato, spero che atti di questa natura non capitino più e che alla violenza si prediliga il discorso. Termino infine mostrando la mia stima alla signora che ha avuto il coraggio di intervenire: una donna che merita il mio rispetto in mezzo a tanta indifferenza.

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