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MUSICA

I Razorrock mutano nome (e sound)

Dopo 18 anni la band s'indirizzerà verso sonorità più metal. Ma prima c'è "Never Surrender"
I Razorrock mutano nome (e sound)
I Razorrock mutano nome (e sound)
RAZORROCK
La band.
I Razorrock mutano nome (e sound)
Dopo 18 anni la band s'indirizzerà verso sonorità più metal. Ma prima c'è "Never Surrender"
LOCARNO - Due album, quattro singoli, svariati concerto in tutto il territorio della Svizzera italiana e ben 18 anni di attività: è quanto i Razorrock lasciano in eredità al panorama musicale ticinese. Nei prossimi mesi, infatti,...

LOCARNO - Due album, quattro singoli, svariati concerto in tutto il territorio della Svizzera italiana e ben 18 anni di attività: è quanto i Razorrock lasciano in eredità al panorama musicale ticinese. Nei prossimi mesi, infatti, la band capitanata da Elia “Vecio” Gamboni muterà pelle e sound: un nuovo inizio con un nome diverso e con sonorità che dall'hard rock si sposteranno verso il metal. È stato proprio Gamboni - che condivide il palco con Diego "Diegone" Zanini (basso), Marzio "Maestro" Ondei (chitarra solista), Mauro "Dario MD" Colombo (chitarra ritmica) - a parlarcene.

Come nasce questo desiderio di cambiamento?
«Nel corso degli anni abbiamo avuto diversi cambiamenti di line-up e, con l'attuale formazione, dopo la sostituzione del batterista, siamo una band più propensa a sonorità maggiormente "pesanti". È una direzione frutto anche dell'evoluzione dei gusti: ho sempre ascoltato di tutto ma il metal, ora, è ciò che vorrei suonare».

Vi sentite attualmente più portati verso questo genere?
«Abbiamo la volontà di cimentarci con qualcosa di diverso rispetto a quello degli ultimi periodi». 

Ma prima c'è "Never Surrender": che brano è?
«È stato registrato di recente ma arriva da parecchi anni fa. Il sound è quello tipico dei Razorrock, un hard rock tirato e senza compromessi. Il testo invita l'ascoltatore a trarre energia da ciò che ci fa stare bene, così da superare i momenti difficili. Come, ad esempio, le passioni. Chi fa sport, chi legge o dipinge. Per me è la musica».

E questo videoclip dal taglio ironico?
«Ci è venuta una bella idea, totalmente svincolata dal testo della canzone. Una tranche è stata filmata da Julien Garbani nella nostra sala prove e l'altra in una cantina, con le botti e quant'altro. Ognuno di noi interpreta un personaggio (io sono il prete) e siamo impegnati in una partita a carte. Video e singolo sono stati realizzati anche grazie al sostegno di alcune ditte del territorio che ci hanno supportati: Cantina Giromit di Brissago, Carrozzeria Paradiso di Avegno, Franco Pedrazzi e Figli di Golino».

Quando vi mostrerete al pubblico con la nuova identità, nominale e musicale?
«L'obiettivo è di farlo in primavera. Stiamo già lavorando ad alcuni brani che avranno il nuovo sound».

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