Finisce l'era Powell, inizia quella di Warsh

Cambio di timone all'istituto centrale statunitense: i rendimenti dei titoli del Tesoro Usa hanno registrato un'impennata alla fine della settimana
Cambio di timone all'istituto centrale statunitense: i rendimenti dei titoli del Tesoro Usa hanno registrato un'impennata alla fine della settimana
I rendimenti dei titoli del Tesoro Usa hanno registrato un'impennata a chiusura di una settimana segnata da dati sull'inflazione contrastanti.
Nel giorno della fine dell'era di Jerome Powell alla guida della Federal Reserve, il nuovo presidente Kevin Warsh inizia il suo mandato quadriennale in un scenario molto complesso, e con le pressioni di Donald Trump su un taglio robusto dei tassi di interesse.
Il rendimento del trentennale è balzato di oltre 10 punti base, al 5,117%, ai livelli più alti dal 22 maggio 2025, mentre il decennale, il principale benchmark per il costo del debito statunitense, è schizzato di oltre 11 punti base, al 4,573%.
Le tensioni sui Treasuries si verificano mentre Warsh, la cui nomina è stata confermata mercoledì dal Senato, si avvia a dover gestire scenari inflazionistici sempre più complessi. Trump, che lo ha designato a capo della Fed, continua a premere per un taglio dei tassi, malgrado i rialzi di aprile dei prezzi al consumo (+3,8%, ai massimi da maggio del 2023) e alla produzione (+6%, ai livelli più alti dalla fine del 2022).
Inoltre, il costo delle importazioni è salito dell'1,9% mensile e del 4,2% annuo a causa del rialzo dei prezzi dell'energia con la guerra in Medio Oriente, responsabile di Wti e Brent intorno o oltre i 100 dollari al barile.
I movimenti del mercato dei titoli di Stato ricordano che l'inflazione è ancora un problema per la gestione del debito e i tassi a lunga scadenza hanno il controllo della politica monetaria, riducendo i margini di manovra. Ad aprile, il governo Usa ha registrato un avanzo di bilancio di 215 miliardi, con gli incassi delle imposte, risultando però inferiore del 17% sul 2025, e i 97 miliardi spesi per gli interessi sul debito hanno costituito la seconda voce più elevata, dopo la previdenza sociale.
Warsh, già componente del board Fed dal 2006 al 2011, subentra a Powell che, per il momento, rimarrà un semplice componente del Consiglio, allo scopo di difendersi dai tentativi del Dipartimento di Giustizia di avviare un'indagine penale nei suoi confronti per i presunti costi lievitati nella ristrutturazione della sede della Fed, dopo i duri e violenti scontri con Trump per il rifiuto di tagliare i tassi.
Negli ultimi anni, Warsh, 56 anni, ha espresso critiche nei confronti della Fed, invocando un "cambio di regime" all'interno della Banca centrale e mettendo in discussione la sua gestione dell'impennata dell'inflazione del post-Covid, il suo approccio alla regolamentazione bancaria e le dimensioni del suo bilancio. Nel 2025, inoltre, ha manifestato il suo sostegno a un taglio dei tassi, in linea con i desideri di Trump.
Molti analisti, tuttavia, hanno osservato che, in passato, Warsh ha avuto posizioni da 'falco' in materia di politica monetaria, privilegiando la gestione dei rischi inflazionistici e tendendo a favorire tassi più elevati. Le sue prime mosse nella riunione del board della Fed del 16-17 giugno saranno sotto stretta osservazione, a partire dalla sua capacità di sfuggire alla stretta di Trump.





