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UNIONE EUROPEA

Unione Europea, niente etichetta di “energia verde” per il nucleare

Lo hanno deciso gli esperti. Il motivo? È a emissioni zero, ma non impatto zero. Bocciato (con riserva) il gas naturale
keystone-sda.ch (Natalie Behring)
Fonte Ats ans
Unione Europea, niente etichetta di “energia verde” per il nucleare
Lo hanno deciso gli esperti. Il motivo? È a emissioni zero, ma non impatto zero. Bocciato (con riserva) il gas naturale
BRUXELLES - Il gruppo di esperti Ue che ha contribuito a costruire la classificazione delle attività verdi (la tassonomia) si prepara a bocciare la bozza di regolamento che stabilisce le condizioni alle quali gas naturale e nucleare possano es...

BRUXELLES - Il gruppo di esperti Ue che ha contribuito a costruire la classificazione delle attività verdi (la tassonomia) si prepara a bocciare la bozza di regolamento che stabilisce le condizioni alle quali gas naturale e nucleare possano essere considerati attività "verdi".

Secondo la bozza di un documento che sarà inviato alla Commissione europea e di cui l'agenzia di stampa italiana Ansa ha potuto prendere visione, gli esperti della piattaforma per la finanza sostenibile dicono un no secco al nucleare, e indicano che il gas potrebbe rientrare solo a condizione di un radicale abbattimento delle emissioni.

Il no al nucleare deriva dal fatto che pur avendo emissioni pari quasi a zero non rispetta il principio cardine del "non nuocere significativamente" agli altri gruppi di attività individuate dalla tassonomia (protezione delle risorse idriche e marine, transizione verso un'economia circolare, prevenzione e controllo dell'inquinamento, protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi).

Per quanto riguarda il gas naturale, è vero che emette meno diossido del carbone, ma non può essere considerato un'attività sostenibile e allineata agli obiettivi dell'Accordo di Parigi a meno di un abbattimento più che sostanziale delle emissioni, con un tetto a 100 grammi di CO2 per Kilowattora.

Nel documento si boccia quindi la proposta della Commissione di riconoscere la patente verde sia ai nuovi impianti entro il 2030 con emissioni inferiori a 270 g CO2e/kWh, sia a quelli usati per i picchi di domanda, con emissioni medie annue che non superino 550 kg CO2e/kW in 20 anni.

Quella degli esperti è una brusca frenata a quella che da molti a Bruxelles, compreso diverse personalità dell'Europarlamento e diversi Paesi membri, era visto come il migliore strumento possibile per rientrare negli obiettivi prefissati delle emissioni di CO2. 

Una possibilità, questa, che preoccupava gli ambientalisti e che sebbene fosse s però non ha mai fatto l'unanimità con prese di posizione anche parecchio perentorie a riguardo.

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