La visita di Re Carlo dopo l'attacco antisemita

Il sovrano britannico è stato accolto a Golders Green da una grande folla che ha intonato «lunga vita al re»
Il sovrano britannico è stato accolto a Golders Green da una grande folla che ha intonato «lunga vita al re»
LONDRA - Re Carlo è andato in visita a Golders Green, quartiere londinese in cui vive la più numerosa comunità ebraica osservante della metropoli per portare la sua solidarietà dopo l'attacco antisemita dichiarato di natura terroristica, in cui erano stati feriti con un coltello due uomini di 34 e 76 anni, ma attribuito a un 45enne di origine somala noto per gravi problemi di salute mentale.
Il sovrano britannico è stato accolto da una grande folla che ha intonato «lunga vita al re», oltre a sottolineare che Carlo III «è sempre benvenuto» nel quartiere. A differenza della protesta che era stata organizzata nel corso della visita del premier laburista Keir Starmer avvenuta in precedenza. A chi gli ha ricordato che quanto accaduto a Golders Green era stato «orribile», Carlo ha risposto «lo so», aggiungendo: «È un mondo pericoloso, vero?». Il sovrano si è poi rivolto alla folla in attesa per dire: «Spero di non aver disturbato troppo le vostre normali attività».
Mentre sul solco del padre, il secondogenito di Carlo III, il principe Harry, ha denunciato il crescente antisemitismo nel Regno Unito, definendolo «profondamente allarmante» in quanto rischia sempre più di sfociare in «violenza letale» contro la comunità ebraica. In un articolo pubblicato sul settimanale progressista New Statesman, il duca di Sussex ha riconosciuto il valore della «protesta legittima» contro le azioni di uno Stato, riferendosi alle manifestazioni dei gruppi pro-pal contro Israele, ma ha invitato a essere più «chiari» su dove si indirizza la propria rabbia. «Niente, né la critica a un governo né la realtà di violenza e distruzione, può mai giustificare l'ostilità verso un intero popolo o una fede», ha affermato Harry.






