Tra Mosca e Parigi, «contatti» per avviare un dialogo

Il Cremlino conferma i primi contatti con la Francia per riavviare il dialogo, ma nessuna iniziativa dalle altre capitali europee.
Il Cremlino conferma i primi contatti con la Francia per riavviare il dialogo, ma nessuna iniziativa dalle altre capitali europee.
MOSCA - «In effetti, i contatti ci sono stati, possiamo confermarlo, e ciò, se desiderato e necessario, aiuterà a stabilire rapidamente un dialogo al massimo livello», ha detto il portavoce, citato dall'agenzia Ria Novosti.
La scorsa settimana la Reuters aveva scritto che il presidente francese Emmanuel Macron aveva inviato a Mosca il suo consigliere Emmanuel Bonne. Peskov, citato da Interfax, ha sottolineato che «finora non ci sono state iniziative in tal senso» da altre capitali europee.
«Non troppi interlocutori» - Macron ha dal canto suo detto oggi di volere che la ripresa del dialogo con Vladimir Putin sia «ben organizzata» con gli europei, ma senza «troppi interlocutori». Il presidente francese - in un'intervista pubblicata da 7 quotidiani europei - ha aggiunto che i primi contatti «tecnici» hanno confermato soprattutto che, per il momento, «la Russia non vuole la pace».
Macron aveva annunciato lo scorso dicembre di voler riavviare scambi diretti con il suo omologo russo, con il quale erano stati interrotti i rapporti a causa della guerra in Ucraina. E aveva aggiunto di aver inviato a Mosca a inizio febbraio il suo consigliere diplomatico per prepararli.
«Cosa ho ottenuto? - si chiede Macron - la conferma che la Russia non vuole la pace adesso. Ma, soprattutto, abbiamo ricostruito questi canali di discussione a un livello tecnico». «Il mio auspicio è di condividerli con i partner europei e di avere un approccio europeo ben organizzato», ha aggiunto.
Anche se - ha precisato poi - il dialogo con Putin deve svolgersi senza «troppi interlocutori, con un mandato preciso, una rappresentanza semplice». Emmanuel Macron ha nuovamente insistito per non «delegare» tale dialogo agli Stati Uniti: «La nostra geografia non cambierà, che piaccia o no la Russia sarà sempre al suo posto anche domani. E si trova alle nostre porte».




