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Strage di bambine a Southport: in visita William e Kate

I reali avevano compiuto una prima visita già nell'autunno scorso.
IMAGO
Fonte Ats ans
Strage di bambine a Southport: in visita William e Kate
I reali avevano compiuto una prima visita già nell'autunno scorso.

LONDRA - I principi di Galles, William e Kate, sono tornati oggi a Southport, località costiera non lontana da Liverpool, nel nord dell'Inghilterra, teatro nel luglio del 2024 dell'insensata strage di bambine perpetrata a coltellate da un ragazzo nemmeno 18enne in un centro ricreativo in cui le piccole stavano preparando un saggio di danza sulle musiche della loro popstar preferita: Taylor Swift.

I reali avevano compiuto una prima visita già nell'autunno scorso, incontrando privatamente i genitori delle tre bimbe uccise e di una decina di altre rimaste ferite nell'attacco, in un clima di grande commozione. E avevano promesso che sarebbero tornati presto per testimoniare ulteriormente solidarietà alle famiglie delle vittime e alla comunità locale, anche nella loro veste di genitori di tre bambini.

William e Kate si sono soffermati anche oggi a parlare con i familiari delle vittime, con alcuni insegnanti ed educatori e con rappresentanti delle autorità locali e dei servizi di emergenza cittadini. Il viaggio coincide con una nuova fase di udienze dell'inchiesta affidata a una commissione indipendente per far piena luce sull'eccidio, sulle sue radici e sulle potenziali negligenze a livello di prevenzione.

Il killer, Axel Rudakubana, è stato alla fine condannato all'ergastolo. Il giovane, nato in Gran Bretagna da genitori rifugiati ruandesi, è stato additato come un cultore in erba della violenza più indiscriminata e un appassionato di manuali di terrorismo, seppure privo di motivazioni politiche, etniche o religiose: sfuggito in passato al controllo di servizi sociali, sanitari e di polizia malgrado alcune segnalazioni precoci.

La strage innescò nelle settimane successive un'ondata di proteste e disordini anti-immigrazione in varie città del Regno Unito, i cosiddetti riots dell'estate 2024, alimentati dalla diffusione di sospetti, ma anche di fake news circolate prima dell'identificazione pubblica di Rudakubana: indicato falsamente come un rifugiato (essendo invece cittadino britannico per nascita) e come un islamico (essendo figlio di genitori cristiani).

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