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(a destra) Il capo della polizia di Tucson, Chris Magnus.
STATI UNITI
03.12.2021 - 11:300

Nove colpi di pistola ad un disabile, licenziato un agente di polizia

Il 61enne in sedia a rotelle brandiva un coltello, e si stava recando in un centro commerciale

L'uso della forza è però stato definito «indifendibile» e «inconcepibile» dal sindaco della località di Tucson

TUCSON - È stato licenziato dal Dipartimento di polizia di Tucson, Arizona, l'agente di polizia che lunedì sera ha sparato e ucciso un disabile di 61 anni all'esterno di un centro commerciale.

Da quanto riportato dai giornali statunitensi, l'agente avrebbe sparato nove volte all'uomo su una sedia a rotelle elettrica, per impedirgli di entrare nel negozio della catena Lowe's. Poco prima, a quanto riporta il Washington Post, il 61enne avrebbe «rubato una cassetta degli attrezzi» in un altro negozio. Affrontato da un dipendente, avrebbe poi tirato fuori un coltello, dirigendosi all'entrata del grande magazzino.

A quel punto è stato seguito da due agenti, e ignorata la richiesta di uno dei due di «far cadere il coltello» e di «non andare nel negozio», sono partiti ben nove colpi di pistola. Il 61enne è quindi caduto dalla sua sedia a rotelle, ed è stato ammanettato.

Il tutto è stato ripreso dalla body-cam dell'altro agente presente in loco, che non ha sparato nessun colpo. L'incidente è stato definito «indifendibile» e «inconcepibile» dal sindaco di Tucson Regina Romero, che viste le forti reazioni della comunità ha chiesto «di mantenere la calma mentre indaghiamo sull'accaduto».

A riguardo si è espresso anche il capo della polizia di Tucson Chris Magnus, che ha annunciato il licenziamento dell'agente e l'apertura di un'indagine presso l'ufficio del procuratore della contea di Pima. «Sono profondamente turbato dalle azioni dell'agente», ha poi aggiunto, «si tratta di una chiara violazione della politica del dipartimento e contraddice direttamente molteplici aspetti del nostro addestramento sull'uso della forza».

L'avvocato del poliziotto incriminato ha intanto rilasciato una dichiarazione all'AP, spiegando che il suo assistito «non aveva delle opzioni non letali».

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