Sono passati 20 anni dalla morte di Carlo Giuliani
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Il 20 luglio del 2001 moriva Carlo Giuliani.
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20.07.2021 - 06:000
Aggiornamento : 08:41

Sono passati 20 anni dalla morte di Carlo Giuliani

La sua uccisione fu l'apice delle violenze del G8 di Genova

GENOVA - Il 20 luglio 2001 Carlo Giuliani, manifestante 23enne che stava prendendo parte alle proteste no global del G8 in corso a Genova, veniva ucciso dopo essere stato raggiunto al volto da un colpo d'arma da fuoco. A esploderlo fu il carabiniere ausiliario Mario Placanica, 21 anni, che si trovava a bordo di un veicolo circondato da dimostranti.

Il carabiniere fu prosciolto per uso legittimo delle armi e per legittima difesa, come fu confermato nel 2009 dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. I giudici di Strasburgo hanno stabilito che «il militare non è ricorso a un uso eccessivo della forza. La sua è stata solo una risposta a quello che ha percepito come un reale e imminente pericolo per la sua vita e quella dei colleghi», ovvero la presenza di Giuliani in procinto di lanciare un estintore verso la camionetta sulla quale si trovava.

La manifestazione - In occasione del 20esimo anniversario della morte di Giuliani e del G8 genovese, domenica nel capoluogo ligure ha avuto luogo una manifestazione organizzata dai centri sociali e che ha preso il via da piazza Alimonda, il luogo dove Giuliani ha perso la vita. Tra i partecipanti c'erano anche Giuliano e Haidi Giuliani. «Non ho perdonato Mario Placanica, ma lo considero all'ultimo livello di responsabilità. I primi responsabili sono gli ufficiali del reparto. Ufficiali indegni che hanno fatto carriere strepitose e che secondo me dovrebbero preoccupare il paese e l'opinione pubblica» ha dichiarato il padre di Carlo a La Voce di Genova.

Il ricordo del padre - Giuliano Giuliani ha parlato con Sky Tg24 di quel tragico 20 luglio 2001 e di tutto quello che ne è seguito. «Alle tre del pomeriggio ho sentito Carlo al telefono. Era in piazza Manin e il clima in città era teso. Gli dissi di stare attento. È stata l'ultima volta che ho parlato con lui. Poi, alla sera, la polizia ha suonato alla porta. Siamo stati accompagnati in Questura dove, senza troppi giri di parole, ci hanno detto che Carlo era morto». I vent'anni che sono trascorsi non hanno rimarginato granché le ferite: «Per un genitore il tempo conta poco. Perdere un figlio è la cosa più terribile che possa capitare. Ogni giorno il mio pensiero e quello di mia moglie Haidi torna a quel 20 luglio. Dopo vent'anni, però, voglio ribadire le mancate risposte al Paese. Resta la ferita di quel processo che non si è mai fatto. Per Carlo, la cosa più grave è stata l'archiviazione».

Per la famiglia Giuliani la "verità storica" è diversa da quella suggellata dall'archiviazione del 2003. «Vi racconto i dubbi che ancora oggi ci tormentano. Le domande che non hanno mai trovato una risposta. Perché la manovra insensata che avviene in piazza Alimonda? A venti metri ci sono cento carabinieri: perché non intervengono a difesa della Jeep? Perché vogliono vedere quello che succede? Perché hanno attaccato il corteo delle Tute Bianche senza nessun motivo? Un corteo autorizzato. E perché non hanno fermato i black bloc, che giravano per Genova sfasciando vetrine?». Oggi Carlo Giuliani avrebbe avuto 43 anni. «Ha fatto anche i suoi errori ma un ragazzo di 23 anni non merita di morire così. Di lui rimangono le persone che vorrebbero giustizia per quello che è accaduto a Genova».

Gli altri appuntamenti - Ieri sera è stata organizzata una camminata che, senza bloccare il traffico cittadino, ha preso il via dalla caserma della polizia del Reparto mobile di Bolzaneto (un altro dei luoghi simbolo del G8) e ha raggiunto il centro di Genova. Oggi invece, dalle 15 alle 20, in piazza Alimonda si terrà il tradizionale presidio in ricordo di Giuliani, organizzato dai suoi genitori.

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