Reuters / Keystone
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MESSICO
05.05.2021 - 18:390
Aggiornamento : 19:01

Città del Messico, oggi lacrime e tanta rabbia

Per venerdì è atteso il primo rapporto preliminare sul disastro che ha provocato 24 morti.

Il figlio di una delle vittime: «Aveva traumi al torace, al cervello, ai piedi e alle ginocchia. È terribile aver visto mio padre così per l'ultima volta».

CITTÀ DEL MESSICO - Con il passare delle ore, a Città del Messico le lacrime stanno lasciando sempre più spazio alla rabbia, dopo il disastro ferroviario che lunedì sera ha provocato la morte di 24 persone (e il ferimento di altre 79). La rabbia per un evento tragico che, ancora una volta e a posteriori, ci si rende conto che forse si sarebbe potuto evitare.

Erano circa le 22.30 di lunedì sera (quindi circa le 5.30 di martedì mattina qui in Svizzera) quando il convoglio che circolava sulla linea 12 della metropolitana, a sud della capitale messicana, ha attraversato il ponte sopraelevato nei pressi della stazione di Olivos. In quel momento uno dei sostegni in cemento armato della struttura ha ceduto, "trascinando" con sé nel vuoto sottostante due vagoni.

«È terribile aver visto mio padre così per l'ultima volta»
Chi quel treno sopraelevato lo prendeva tutti i giorni, per recarsi al lavoro o per andare a scuola, e chi aveva amici o familiari che lo usavano regolarmente per quegli stessi motivi, oggi non ci sta. Non accetta di aver perso qualcuno di caro e che la causa possa risiedere nella negligenza di qualcun altro. «Nessuno potrà restituirmi mio padre, neanche se mi danno dieci milioni di pesos», ha raccontato il figlio di una delle 24 vittime all'Associated Press.

Suo padre è morto sul colpo. Il corpo è stato recuperato dalle lamiere «senza più alcun segno vitale, con traumi al torace, al cervello, ai piedi e alle ginocchia», ha detto impugnando il suo certificato di morte. Il 61enne è rimasto schiacciato tra gli altri passeggeri. «È terribile aver visto mio padre così per l'ultima volta».

Un primo rapporto in arrivo venerdì
Il compito di dare una risposta - e quindi un volto e un nome (o più di uno) a chi ha avuto eventuali responsabilità nel disastro - ad amici e parenti delle vittime spetterà alle inchieste, annunciate parallelamente dalla polizia e dalla sindaca di Città del Messico, Claudia Sheinbaum. «Andremo a fondo fino alla verità. Non ci sarà nulla che rimarrà nascosto», ha assicurato.

Dalla sua inaugurazione, nel 2012, la linea 12 aveva già fatto registrare oltre una sessantina d'interruzioni in questi anni per guasti e malfunzionamenti vari. E un primo rapporto preliminare sull'incidente è ora atteso già per questo venerdì.

keystone-sda.ch / STF (Marco Ugarte)
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