Immobili
Veicoli

REGNO UNITOIl killer di Reading è un libico sfuggito agli 007

21.06.20 - 19:49
Il responsabile dell'attacco sarebbe un lupo solitario già finito in carcere e da tempo nei radar delle autorità
keystone-sda.ch / STF (ANDY RAIN)
Fonte Ats ans
Il killer di Reading è un libico sfuggito agli 007
Il responsabile dell'attacco sarebbe un lupo solitario già finito in carcere e da tempo nei radar delle autorità

LONDRA - Aveva cercato asilo nel Regno Unito in fuga dalla Libia: vi ha portato odio e morte, ma ancora non è del tutto chiaro perché. Si chiama Khairi Saadallah il 25enne che ieri ha accoltellato a caso una mezza dozzina di persone in un parco di Reading, città dell'Inghilterra meridionale nella Valle del Tamigi, uccidendone tre e ferendone gravemente altre tre in un attacco qualificato come "terroristico" dagli investigatori dopo qualche esitazione ufficiale. E su cui pesa tuttavia pure il sospetto di una componente di squilibrio mentale.

Il suo arresto per ora sembra aver chiuso il cerchio della ricerca dei colpevoli. Il contesto quello di un ennesimo lupo solitario, privo di complici. Ma diversi interrogativi devono essere ancora sciolti, come ha lasciato intendere lo stesso premier Boris Johnson indicando la necessità che le indagini «proseguano fino in fondo».

Al centro dell'attenzione è il profilo dell'arrestato: di origine libica (come il terrorista kamikaze Salman Abedi che nel 2017 fece strage alla Manchester Arena), residente a Reading come richiedente asilo ed entrato nel radar dei servizi segreti interni di Sua Maestà dell'MI5 fin dall'anno scorso, riferiscono i media; eppure uscito dal carcere senza apparenti vincoli di sorveglianza a fine 2019 dopo una condanna a poco più di 12 mesi per reati minori di criminalità comune.

Il profilo di un personaggio sospetto, ma anche di psicolabile, secondo fonti d'intelligence che ne hanno evocato la salute mentale come un fattore importante nell'accaduto: contagiato magari da suggestioni radicali proprio in prigione.

Neil Basu - numero due di Scotland Yard e capo dell'antiterrorismo britannico, intervenuto nelle indagini su richiesta della Thames Valley Police - ha lasciato balenare qualche analogia con gli ultimi due raid di terrorismo fai-da-te verificatisi a Londra nei mesi scorsi, fra novembre e febbraio: in particolare quello perpetrato sette mesi fa sulla London Bridge da Usman Khan, jihadista in libertà condizionata abbattuto da un agente dopo aver ucciso a coltellate due giovani ricercatori impegnati nel reinserimento degli ex detenuti indossando un finto gilet esplosivo.

Similitudini solo parziali del resto, nelle parole estremamente prudenti di Basu: «Nulla ci fa ritenere che vi sia qualcun altro coinvolto e al momento non ricerchiamo nessuno», si è infatti limitato a dire l'alto funzionario, confermando che il fascicolo aperto riguarda formalmente la legge sul terrorismo vista la dinamica dell'episodio, ma insistendo che l'esatto movente di «questa atrocità» resta al momento «lontano dall'essere chiaro».

Certi sono invece gli attimi di terrore vissuti ieri sera a Reading, nel parco di Forbury Gardens, due ore dopo una pacifica manifestazione antirazzista del movimento Black Lives Matter con cui è confermato non esserci stato alcun legame.

Un testimone oculare, Lawrence Wort, personal trainer 20enne, li ha raccontati alla BBC quasi in presa diretta: dal momento in cui il 25enne è apparso con in mano «un coltellaccio la cui lama doveva essere lunga una dozzina di centimetri» a quello in cui ha preso di mira vari capannelli di persone che bevevano e chiacchieravano all'aperto in una serata di bel tempo coincisa con il giorno più lungo dell'anno (quello del solstizio d'estate), approfittando del recente rilassamento delle restrizioni legate al coronavirus, fino a quello in cui ha scatenato la sua personale orgia di sangue mulinando fendenti al collo e al corpo delle vittime, prima di essere placcato con mossa da rugby da un poliziotto esaltato come «eroe» dai tabloid.

NOTIZIE PIÙ LETTE