Cuba a un passo dal collasso

L'embargo sul greggio venezuelano sta provocando una crisi energetica senza precedenti. Lunghe file ai distributori, ridotto il trasporto pubblico. La giornalista dissidente Yoani Sánche: «La benzina sta scomparendo anche al mercato nero».
L'AVANA - La sospensione degli invii regolari di petrolio dal Venezuela unita al rallentamento degli aiuti anche dal Messico ha messo Cuba sull'orlo di una crisi energetica senza precedenti. Lo riferiscono diversi portali vicini alla dissidenza castrista che - sulla base anche di testimonianze dall'isola - danno conto di lunghe file ai distributori di benzina e della progressiva riduzione del trasporto pubblico, mentre un rilevamento della società di dati Kpler - citato oggi dal Financial Times - afferma che «agli attuali livelli di domanda e produzione interna, Cuba ha petrolio sufficiente solo per 15-20 giorni».
Secondo la testata digitale Diario de Cuba «le disponibilità attuali coprono circa il 45% dei circa 100'000 barili al giorno di cui l'economia ha bisogno per funzionare». Sulla stessa linea il portale 14yMedio, della giornalista dissidente Yoani Sánchez, riporta che «la benzina sta scomparendo anche al mercato nero». In tale contesto la statale Unione Elettrica nel suo bollettino quotidiano ammette anche oggi, come avviene ormai da mesi, che la capacità di generazione dell'intero sistema sarà in grado di coprire meno della metà del fabbisogno totale preannunciando un ennesimo e inesorabile blackout su gran parte del Paese.



