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ISRAELE / HAMASE dopo la tregua?

29.11.23 - 10:45
Il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza è (per ora) al suo ultimo giorno. Sarà prolungato di nuovo? E di quanto?
AFP
E dopo la tregua?
Il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza è (per ora) al suo ultimo giorno. Sarà prolungato di nuovo? E di quanto?

GAZA - La tregua nella Striscia di Gaza, nonostante qualche "scheggia impazzita" che però non ha sgretolato la tenuta dell'intesa - che, anzi, oggi potrebbe essere prolungata di altri quattro giorni -, ha congelato la situazione nell'enclave palestinese, dove qualcosa d'altro si sta però, dopo settimane di guerra e bombardamenti, sfarinando sempre più: la capacità di governance di Hamas sul territorio.

Secondo l'Istituto per lo studio della guerra, quel potere che ha consentito all'organizzazione di "amministrare" la Striscia negli ultimi anni è sempre più debole. Sia nelle regioni a Nord, sia a sud della Striscia. E questo «potrebbe rendere più complesse le operazioni di evacuazione da parte delle forze di Israele». Alla situazione, già di per se caotica - con parte della popolazione che sfida apertamente quel che rimane dell'autorità di Hamas -, si aggiunge infatti il sovrappopolamento della regione, dove in queste settimane si sono ammassate centinaia di migliaia di persone, evacuate da Gaza. O da quello che ne rimane dopo i martellanti bombardamenti.

Non sorprende quindi più di tanto l'indiscrezione, rilanciata in queste ore, dal canale televisivo egiziano Al-Qahera, che indica la volontà di Hamas di prolungare sine die il cessate il fuoco, vincolando a questa sorta di "clausola" il rilascio dei soldati israeliani catturati nel corso del conflitto. Soldati che non fanno parte dell'accordo mediato attraverso Qatar ed Egitto, con la regia, neanche troppo occulta, degli Stati Uniti. Un'opzione eventuale che non dispiacerebbe, sempre restando alle indiscrezioni, anche a questi ultimi. Nelle ultime ore si è parlato di un dialogo tra Washington e Teheran, mediante intermediari, per spingere in questa direzione ed scongiurare quell'escalation regionale della guerra che nessuno vuole. E oltre l'Atlantico, la pressione sulla Casa Bianca e sul presidente Joe Biden, anche all'interno del suo stesso schieramento, da parte di chi tifa per un disimpegno degli Stati Uniti, già "zavorrati" sul fronte ucraino, si sta intensificando.

Resta da capire quale sia, nell'immediato, il pensiero di Israele. La tregua, oggi, entra nel suo sesto giorno consecutivo, mentre a Doha sono in corso nuovi negoziati per decidere un'eventuale estensione entro i confini di quell'intesa raggiunta la scorsa settimana. Da quanto è filtrato, stando a un funzionario informato citato dal quotidiano Haaretz, il premier Benjamin Netanyahu non sarebbe intenzionato a prolungare il cessate il fuoco oltre la giornata di domenica. Il che, tradotto in cifre, significa un termine massimo di dieci giorni di tregua.

E dopo? Quale scenario bisogna attendersi? Sempre Netanyahu, ieri, ha ribadito di voler liberare tutti gli ostaggi che si trovano nelle mani di Hamas. Ma non ha fatto passi indietro sulla guerra. L'eliminazione di Hamas resta, nelle intenzioni di Israele, una priorità assoluta: «Gaza non può tornare quello che era e non può continuare a essere una minaccia per il nostro Paese».

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