STATI UNITIQuattro studenti accoltellati nel sonno: «Il killer è ancora tra noi»

30.11.22 - 13:37
L'Università di Moscow, nello stato dell'Idaho, è ancora sotto shock. Le indagini sono a un vicolo cieco.
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Quattro studenti accoltellati nel sonno: «Il killer è ancora tra noi»
L'Università di Moscow, nello stato dell'Idaho, è ancora sotto shock. Le indagini sono a un vicolo cieco.

IDAHO - Sono passate più di due settimane, ma gli studenti dell’Università della cittadina di Moscow, nello stato americano dell’Idaho, sono ancora terrorizzati. Le lezioni riprendono ma a distanza. L’intero istituto è ancora sotto shock dopo l’uccisione a coltellate di quattro ragazzi. 

Nessun indizio del killer - Le indagini della polizia sono infatti a un vicolo cieco. Gli agenti non hanno identificato il responsabile. L’identità del killer è ancora sconosciuta e l’arma utilizzata per il crimine rimane tuttora introvabile.

I fatti risalgono alla sera del 13 novembre quando quattro ragazzi, tra i 20 e i 21 anni, sono stati ritrovati senza vita. I quattro studenti sono stati accoltellati nel sonno all’interno del campus universitario. 

I primi sospetti - Le prime informazioni raccolte dalle indagini hanno però rivelato alcuni dettagli importanti. Contattato da Fox News Digital, Kris Mohandie, psicologo forense ha affermato che la brutale esecuzione delle vittime in aggiunta dello status dei quattro ragazzi nella comunità universitario (erano ritenuti infatti molto popolari), porterebbe a considerare il criminale un “incel”.

Il termine “incel”, l'abbreviazione di "involuntary celibate" (celibe involontario), si riferisce a una categoria di uomini frustrati che sfogano la loro rabbia spesso online per non essere in grado di trovare un partner. «Questi crimini sono colmi di odio e rabbia. Il grado di violenza, la determinazione e l’ostilità sono molto intensi. È molto probabile che si tratti di un crimine di questo tipo».

Le indagini della polizia - Le autorità ritengono che l'attacco sia stato mirato, ma non hanno identificato le ragioni dietro alla scelta delle vittime. Secondo alcune indiscrezioni, una delle vittime avrebbe ammesso, qualche settimana prima dell’omicidio, di avere paura di uno stalker. Le autorità però non sono state in grado di confermare l’ipotesi.

«Questi sono ragazzi, piccoli adulti, che vivono la loro vita con spensieratezza e spontaneità. Chi rimane escluso da questi ambienti e da questa felicità spesso si lascia logorare dall’odio e dall’invidia fino a esplodere», ha spiegato Mohandie.

COMMENTI
 
gufo 2 mesi fa su tio
c'è niente da commentare... solo essere vicini ai genitori che hanno preso i propri figli ....
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