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AUSTRALIA
22.09.2021 - 11:140

Il terremoto e le proteste, Melbourne in fermento

Giornata calda a Melbourne: prima, una scossa di terremoto di magnitudo 5.8, poi, le proteste in piazza

I manifestanti scendono in strada da tre giorni: già diversi gli arresti effettuati

CANBERRA - A Melbourne è stata una giornata decisamente movimentata, caratterizzata da due scosse, una reale e una sociale.

Come riportano i giornali locali, in primis, un terremoto di magnitudo 5.9 ha squassato attorno alle 9 la città australiana, provocando però, fortunatamente, solo danni materiali. Non sono stati segnalati né feriti, né dispersi.

Un dato confermato anche dal Primo ministro Scott Morrison: «Non abbiamo segnalazioni di feriti, e questa è una buona notizia». Nello Stato di Victoria, circa 35'000 persone sono rimaste per un breve periodo senza energia elettrica, ma la situazione è ben presto tornata alla normalità.

Ciò che è curioso è la rarità del fenomeno: sebbene non abbia causato troppi danni, è comunque uno dei più forti terremoti ad aver colpito l'Australia negli ultimi anni. «I sismi non sono comuni in Australia, e possono essere molto inquietanti» ha detto Morrison a riguardo.

Secondo l'unità di sismologia sismica dell'Università di Melbourne, si tratta «probabilmente del più grande terremoto che abbiamo sentito intorno a Melbourne negli ultimi 175-200 anni», ha dichiarato il ricercatore Januka Attanayake al Guardian.

Scontri per le misure anti-Covid
Oltre alla scossa reale, comunque, le autorità di Melbourne non hanno avuto il tempo di rilassarsi, e in realtà, non lo hanno da giorni.

Stanno infatti proseguendo a cadenza giornaliera le manifestazioni contro le misure anti-Covid, in particolare i rigidi lockdown che vengono imposti nelle città australiane visto l'aumento delle infezioni. Centro delle critiche anche l'obbligo di vaccino per i lavoratori edili.

Nel corso della giornata di mercoledì, la polizia è scesa in forze in città nel tentative di controllare le proteste. Il giorno prima, lo ricordiamo, sono stati effettuati più di 60 arresti dopo che 2'000 manifestanti hanno marciato per le vie della città, causando anche danni materiali, bloccando una strada e ferendo tre poliziotti.

Il numero di fermi avvenuti mercoledì, con centinaia di manifestanti che si sono radunati al Santuario della Memoria, vicino al centro città, non è stato comunicato dalla polizia. In ogni caso, rispetto a martedì i presenti hanno evitato - in gran parte - gli scontri con gli agenti.

I manifestanti hanno rifiutato di parlare con i giornalisti sul posto, cantando "fake news" quando sono stati avvicinati, hanno detto i media.

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