keystone-sda.ch (Roberto Monaldo)
ITALIA
21.05.2020 - 10:320
Aggiornamento : 12:11

«Se il peggio è alle spalle lo dobbiamo ai cittadini»

Parola del premier Giuseppe Conte, oggi alla Camera: «Non è ancora il tempo di party e movide»

ROMA - «Se il peggio è alle spalle lo dobbiamo ai cittadini che hanno modificato i loro stili di vita». Così il premier italiano Giuseppe Conte alla Camera dei deputati. Ora, si tratta di «riavviare il motore economico e produttivo dopo aver superato la fase più acuta dell'emergenza ma la sfida è ancora più difficile».

«In questa fase più che mai resta fondamentale il rispetto delle distanze di sicurezza e ove necessario l'uso delle mascherine. Non è il tempo dei party, delle movide, e degli assembramenti», ha aggiunto nel corso dell'informativa sulla cosiddetta Fase 2.

«Forse non tutti avrebbero allora (all'emergere dei contagi, ndr) assunto decisioni così sofferte suscettibili di incidere su alcuni diritti fondamentali, tuttavia dopo tre mesi esatti dal primo caso possiamo affermare in coscienza di aver compiuto la scelta giusta», ha detto ancora.

Il Senato ha approvato il "decreto Covid" - Via libera definitivo dell'Aula del Senato italiano al Decreto legge Covid, il testo che fornisce la cornice giuridica ai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) emanati nel corso dell'emergenza Coronavirus.

Il testo è stato definitivamente approvato con la fiducia a Palazzo Madama con 155 voti a favore e 123 contrari.

Tra marzo e aprile 47mila morti in più rispetto al solito - Tra gennaio e febbraio i morti in Italia sono stati 114'514, ovvero 10'148 in meno rispetto ai 124'662 attesi mentre tra marzo e aprile i morti sono stati 156'429, ovvero 46'909 in più rispetto a quelli attesi.

Lo rileva l'Istituto nazionale di previdenza sociale (Inps) nello studio "Analisi della mortalità nel periodo di epidemia da Covid-19" appena pubblicato, che sottolinea come il numero di morti dichiarate come Covid-19 nello stesso periodo siano state di 27'938 unità.

«Con le dovute cautele - si legge spiegando che il numero dei morti è stabile nel tempo - possiamo attribuire una gran parte dei maggiori decessi avvenuti negli ultimi due mesi, rispetto a quelli della baseline riferita allo stesso periodo, all'epidemia in atto».

I decessi tra marzo e aprile al Nord sono aumentati dell'84% rispetto alla media degli anni precedenti a fronte di un aumento del 11% al Centro e del 5% al Sud. L'Inps sottolinea come nell'intero Paese in media ci sia stato un aumento dei decessi rispetto alla baseline considerata del 43%.

L'Istituto rileva che le province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza presentano tutte una percentuale di decessi superiore al 200% e che quasi tutto il nord-ovest dell'Italia ha un incremento dei decessi superiore al 50%.

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