"Vogliono l'emirato, a rischio le olimpiadi di Soci 2014"

MOSCA - Un terrorismo che ha mutato pelle, che non persegue più l'indipendenza della Cecenia ma rifiuta la presenza russa e aspira ad un utopistico Emirato del Caucaso del Nord con azioni clamorose, non solo contro l'FSB e le forze dell'ordine ma anche contro la nuova politica del Cremlino nella regione. Ne è convinto Alexiei Malashenko, analista del centro Carnegie di Mosca, che lancia un monito: ora sono a rischio terrorismo anche le Olimpiadi invernali di Soci nel 2014.
"Gli ultimi attentati - spiega - sono diversi da quelli dei primi anni Duemila. All'epoca i terroristi perseguivano obiettivi specifici, ottenere il riconoscimento delle autorità federali e costringere Mosca a negoziare con loro. Ma dopo la strage della scuola di Beslan è diventato chiaro che non era possibile alcun negoziato con i terroristi", come hanno capito anche alcuni di loro.
"Oggi invece gli estremisti stanno semplicemente dimostrando il loro potere e perseguono il terrore fine a se stesso", prosegue Malashenko, pur ritenendo probabile che nel caso della metro di Mosca si tratti di una vendetta per le recenti operazioni con cui le forze speciali russe hanno eliminato alcuni capi della guerriglia.
In tal caso, a suo avviso, "le bombe nella capitale creano frustrazione non solo tra i servizi segreti, ma anche tra i dirigenti politici del Caucaso che, come il presidente ceceno Ramzan Kadyrov, assicurano ripetutamente che gli estremisti sono stati sradicati quasi completamente". E, aggiunge, "se si scoprisse che dietro agli attentati moscoviti ci sono i guerriglieri ceceni, sarebbe un brutto colpo per Kadyrov, che ha ottenuto il supporto del Cremlino proprio per la sua presunta capacità di sconfiggere la piaga dell'estremismo nella sua repubblica".
Ma, sottolinea l'analista, "la frustrazione tocca anche il Cremlino per l'ambizioso piano del suo nuovo inviato Aleksandr Khloponin di migliorare le condizioni socio-economiche della regione, indebolendo così il movimento radicale. I leader ribelli, sentendolo come una minaccia alla loro autorità, premono il pedale sul terrorismo. Il risultato è un circolo vizioso: più il Cremlino prova ad esercitare la sua influenza sul Caucaso del Nord, sia con l'assistenza economica sia con le operazioni anti terroristiche - più i ribelli diventano radicali".
Ora - conclude - bisogna vedere se la Russia è in grado di proteggere i Giochi di Soci da atti terroristici".
ATS
Foto d'apertura: Keystone




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