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BELLINZONA

Mostra, 10 anni di guerre del giornalista Gianluca Grossi

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Mostra, 10 anni di guerre del giornalista Gianluca Grossi
BELLINZONA - Si inaugura oggi al Castello di Sasso Corbaro di Bellinzona la rassegna "Guerre: dieci anni di immagini" del giornalista Gianluca Grossi. L'esposizione, che costituisce un perscorso in immagini inedite, è allestita...

BELLINZONA - Si inaugura oggi al Castello di Sasso Corbaro di Bellinzona la rassegna "Guerre: dieci anni di immagini" del giornalista Gianluca Grossi.
L'esposizione, che costituisce un perscorso in immagini inedite, è allestita in quattro sale e propone una carrellata, coinvolgente e drammatica, delle guerre che Gianluca Grossi ha filmato e raccontato nel suo lavoro. Dieci anni di guerre filmate e raccontate in prima persona: dall'Afghanistan alla Georgia, dall'Iraq alla Palestina, dal Libano a Gaza. "Raccogliere la sfida costituita da questo percorso - spuega l'autore della mostra - significa prepararsi a sorprese, provocazioni, sollecitazioni, emozioni. Significa incontrare l'essere umano nei momenti di maggiore vulnerabilità, prigioniero delle situazioni più drammatiche, più laceranti, più dolorose".

La mostra vuole essere un cammino di conoscenza. Una conoscenza che scaturisce dai sentimenti trasmessi dai venti filmati proposti, senza interruzione, in quattro sale. Queste sensazioni diventano esperienza compiuta in prima persona dal visitatore. Senza mediazioni, senza filtri, senza rete. Risulta così impossibile sottrarsi alla realtà che le immagini sprigionano: la condivisione diretta dei contenuti proiettati porta il visitatore “sul posto”, fa di lui un testimone diretto degli eventi.

La mostra è  articolato su quattro sale alle quali sono stati dati titoli che ne riassumono il contenuto: “Partire”, “Dal vivo”, “Sul
terreno”, “I sopravvissuti”. Ogni sala propone un tipo di esperienza diversa, anche  fisica: in quella chiamata “Dal vivo” ci sono cinque spazi
tematici nei quali il visitatore sarà solo e a tu per tu con i filmati. Nelle altre sale troverà proiezioni sulle pareti, su schermi giganti e su grandi
plasma e avrà inoltre la possibilità di seguire, guardando dentro il visore di una telecamera, le ultime immagini registrate dalla stessa prima che venisse danneggiata sul fronte di una guerra.

Conclude la mostra una riflessione, filmata, di Gianluca Grossi: un congedo dai visitatori che diventa l'occasione per riflettere sul significato del lavoro di reporter e cameraman in zone di conflitto, sull'importanza, più che mai attuale, di raccontare le vite degli altri, di testimoniare in prima persona e ostinatamente il destino di chi, dentro una guerra, smarrisce il senso della giustizia, del bene e del proprio valore.

 

 

 

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