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LUGANO

Moschea di Pregassona: «Sicurezza e radicalizzazione sono competenza delle autorità cantonali e federali»

La Città, sollecitata da Alain Bühler, fa il punto sul progetto di una nuova moschea in via Ceresio 53B, a Pregassona.
Moschea di Pregassona: «Sicurezza e radicalizzazione sono competenza delle autorità cantonali e federali»
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Moschea di Pregassona: «Sicurezza e radicalizzazione sono competenza delle autorità cantonali e federali»
La Città, sollecitata da Alain Bühler, fa il punto sul progetto di una nuova moschea in via Ceresio 53B, a Pregassona.

LUGANO - Il Municipio di Lugano respinge, punto per punto, i principali interrogativi sollevati dal consigliere comunale Alain Bühler (UDC) sul progetto di una nuova moschea in via Ceresio 53B, a Pregassona.

Nella risposta all'interrogazione, l'Esecutivo chiarisce anzitutto che molte delle verifiche richieste – in particolare quelle relative ai finanziamenti, ai legami con l'estero e all'eventuale radicalizzazione di membri dell'associazione promotrice – non rientrano nelle competenze comunali.

Per quanto riguarda la richiesta di verificare l'identità dei finanziatori e la composizione della Lega dei Musulmani in Ticino, il Municipio spiega come gli accertamenti in materia penale e di sicurezza spettino alle autorità inquirenti.

La Polizia della Città di Lugano, precisa l'Esecutivo, mantiene comunque un «contatto costante con gli organi cantonali e federali competenti in materia di lotta alla radicalizzazione e all'estremismo violento».

Analoga la risposta sul tema della prevenzione della radicalizzazione. Le eventuali informazioni relative ai protocolli adottati dall'associazione promotrice potrebbero essere «trasmesse alla Piattaforma cantonale di prevenzione della radicalizzazione e dell'estremismo violento», ma tale organismo è «di competenza cantonale e non è gestito dalla Città».

L'Esecutivo respinge anche la richiesta di pretendere garanzie finanziarie dai promotori dell'operazione immobiliare, avanzata alla luce del precedente dello stabile incompiuto di via Giuseppe Maggi. Secondo il Municipio «non esiste alcuna base legale, né cantonale né comunale», che consenta di imporre simili garanzie. La verifica della solidità economica di un progetto, viene spiegato, spetta piuttosto agli istituti di credito che lo finanziano. L'autorità riconosce tuttavia che, anche quando tali controlli vengono effettuati, non è possibile escludere comportamenti fraudolenti come quelli che hanno caratterizzato il noto caso Adria.

Sul fronte urbanistico, il Municipio precisa invece che la separazione tra la componente residenziale e quella culturale del progetto è garantita dalla stessa licenza edilizia. Un eventuale cambio di destinazione d'uso degli spazi – ad esempio un ampliamento della funzione religiosa – richiederebbe necessariamente una nuova domanda di costruzione secondo la procedura ordinaria prevista dalla legislazione edilizia.

Ancora in fase di verifica, invece, gli aspetti legati alla mobilità. Il numero di posteggi previsto dal progetto sarà esaminato sia dal Comune sia dal Cantone, ciascuno per le rispettive competenze. Contestualmente verrà valutata anche la compatibilità dei flussi di traffico generati dalla nuova struttura con la viabilità della zona, tenendo conto sia della componente residenziale sia di quella non residenziale.

Anche sulla richiesta di un coinvolgimento delle autorità cantonali e federali di sicurezza il Municipio conferma che, nell'ambito della collaborazione già esistente contro i fenomeni di radicalizzazione ed estremismo, saranno valutati «eventuali elementi di rischio». Lo stesso principio vale per il controllo delle attività che si svolgeranno nel futuro centro culturale.

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