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Combattere il caldo: con quali strumenti?

I deputati dei Verdi Liberali Sara Beretta Piccoli e Massimo Mobiglia hanno presentato un'interpellanza e una mozione sul tema
Combattere il caldo: con quali strumenti?
Depositphotos (Ischukigor)
Fonte Gran Consiglio
Combattere il caldo: con quali strumenti?
I deputati dei Verdi Liberali Sara Beretta Piccoli e Massimo Mobiglia hanno presentato un'interpellanza e una mozione sul tema

BELLINZONA - Gli effetti delle ondate di calore e le misure necessarie per rendere il territorio più resiliente sono al centro dell'interpellanza inoltrata il 3 luglio al Consiglio di Stato dai deputati dei Verdi Liberali Sara Beretta Piccoli e Massimo Mobiglia. L'atto parlamentare ha lo scopo si chiarire quali strumenti operativi siano già stati messi in campo e quali azioni siano previste nel breve e medio termine.

La recente ondata di canicola deve far riflettere le autorità. Pur trattandosi di una dinamica globale, il Cantone dispone di competenze rilevanti in ambiti come pianificazione territoriale, edilizia, gestione del verde, energia e salute pubblica. Proprio su questo fronte si concentra l’attenzione dell’interpellanza, che richiama anche i lavori in corso da quasi due anni in Commissione ambiente, territorio ed energia sul Piano energetico e climatico cantonale (PECC), dove l’adattamento ai cambiamenti climatici rappresenta uno dei pilastri strategici.

Secondo i firmatari, tuttavia, dall’analisi del messaggio emerge come il credito quadro richiesto sia destinato principalmente alle misure energetiche, mentre risultano meno espliciti gli strumenti finanziari e operativi per l’adattamento climatico. «Il PECC rappresenta la cornice strategica. Ora vogliamo capire come la componente climatica verrà tradotta in azioni concrete, finanziate e misurabili», si legge nel testo.

L’interpellanza pone una serie di quesiti al Governo, articolati in quattro ambiti principali: strategia e attuazione del PECC, territorio e infrastrutture, popolazione e salute, governance e coordinamento. Tra le domande figurano, in particolare, quelle relative alle misure già adottate negli ultimi cinque anni, alla mappatura delle isole di calore, agli interventi per aumentare il verde urbano e migliorare la resilienza degli spazi pubblici, nonché ai protocolli sanitari per proteggere le fasce più vulnerabili durante i periodi di caldo estremo.

Viene inoltre chiesto se il Cantone intenda dotarsi di un piano specifico per la gestione delle ondate di calore, integrato con il PECC e coordinato con i Comuni, e se siano previsti indicatori per monitorare nel tempo l’efficacia delle misure adottate.

Impianti di raffreddamento con energia locale, la mozione
Parallelamente, Beretta Piccoli e Mobiglia hanno presentato una mozione focalizzata su un aspetto concreto dell’adattamento climatico: la semplificazione dell’installazione di piccoli impianti di raffreddamento alimentati da energia rinnovabile prodotta localmente. Il testo sottolinea come le ondate di calore rappresentino un rischio crescente per la salute pubblica, in particolare per anziani, persone fragili e bambini, evidenziando l’aumento di decessi e ricoveri durante i periodi più caldi. Una parte significativa del patrimonio edilizio ticinese, progettata in un contesto climatico diverso da quello attuale, non dispone di sistemi di raffrescamento adeguati.

Secondo i deputati verdi liberali, l’attuale procedura edilizia per l’installazione di questi impianti risulta spesso sproporzionata rispetto alla limitata entità degli interventi, generando oneri amministrativi per cittadini e Comuni. Da qui la proposta di introdurre una procedura semplificata di notifica, in luogo della domanda di costruzione, per impianti piccoli, silenziosi ed efficienti, alimentati da energia rinnovabile.

La misura, oltre a facilitare la tutela della salute, favorirebbe anche l’autoconsumo energetico grazie allo sviluppo del fotovoltaico e incentivarebbe la sostituzione dei climatizzatori mobili, generalmente meno efficienti e più rumorosi. Un approccio già adottato in altri Cantoni, come Berna, dove il Parlamento ha incaricato il Governo di muoversi in questa direzione. I firmatari chiedono inoltre di definire criteri tecnici chiari e uniformi, in particolare per quanto riguarda potenza, emissioni foniche e inserimento architettonico, e di valutare ulteriori misure nell’ambito del PECC per promuovere soluzioni di raffrescamento sostenibili.

«La tutela della salute, l’adattamento ai cambiamenti climatici e la transizione energetica non devono essere considerate politiche separate, bensì tre aspetti complementari di una medesima strategia», si evidenzia nel documento.

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