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BELLINZONA

Rifugiati ucraini e la loro assistenza sociale: altro peso economico per i Cantoni?

Un'interrogazione del PLR chiede lumi al Consiglio di Stato.
Foto Deposit
Fonte PLR
Rifugiati ucraini e la loro assistenza sociale: altro peso economico per i Cantoni?
Un'interrogazione del PLR chiede lumi al Consiglio di Stato.

BELLINZONA - «Quali prese di posizione formali ha già trasmesso il Consiglio di Stato alla Confederazione sul progetto di equiparazione delle prestazioni sociali per i rifugiati ucraini con statuto S, e con quali richieste precise in termini di copertura integrale dei costi per i Cantoni?».

È la prima delle sei domande che il PLR ha posto all'Esecutivo presentando un'interrogazione (Patrick Rusconi primo firmatario, Alessandro Speziali e Matteo Quadranti cofirmatari) che vuole fare luce sul tema. Come è noto, Confederazione e Cantoni «stanno lavorando a un adeguamento del regime di assistenza sociale per i rifugiati ucraini, con l’obiettivo di avvicinare o equiparare il livello delle prestazioni a quello applicato ai cittadini svizzeri e agli altri beneficiari dell’aiuto sociale nel settore dell’asilo».

Lo statuto S garantisce già oggi diritto a soggiorno, alloggio, assistenza sociale, cure mediche, scolarizzazione e accesso diretto al mercato del lavoro, «con misure supplementari di integrazione finanziate dalla Confederazione tramite il Programma S». Un ulteriore innalzamento delle prestazioni sociali per questo gruppo «avrebbe quindi effetti diretti e potenzialmente rilevanti sui conti cantonali e comunali» è la considerazione del PLR.

Inoltre, «negli ultimi anni il numero di persone con statuto S in Svizzera è cresciuto sensibilmente, con una proroga del regime almeno fino al 2027 e costi importanti». Un’equiparazione piena delle prestazioni sociali per i titolari di statuto S agli standard ordinari di assistenza - si legge - «rischia di accentuare ulteriormente la pressione finanziaria sui Cantoni e sui Comuni». Comuni - si ricorda nel testo - «chiamati a rafforzare il proprio organico sociale, a gestire situazioni complesse sul territorio e a coordinarsi con la rete di aiuto alimentare e materiale».

Così i Liberali Radicali domandano se «il Consiglio di Stato ha chiesto esplicitamente al Consiglio federale e alla SEM che ogni aumento delle prestazioni sociali per le persone attualmente con statuto S sia accompagnato da un aumento proporzionale – o integrale – dei forfait e dei contributi federali destinati al Ticino» e «in caso affermativo, con quali importi e con quale urgenza temporale».

Viene anche chiesto se «nelle conferenze intercantonali competenti» sia stata promossa o sostenuta «una linea comune che imponga alla Confederazione la copertura completa dei maggiori oneri legati all’evoluzione dell’attuale statuto S».

La compagine interroga poi il CdS se in sede federale o intercantonale sia stato chiesto che «la Confederazione assuma al 100% gli oneri aggiuntivi derivanti da decisioni unilaterali di Stati terzi e da eventuali ampliamenti delle prestazioni per lo statuto S». Questo anche alla luce «dell’esperienza con l’Italia sul dossier Dublino che ha già fatto esplodere i costi nel settore dell’asilo anche per il Ticino».

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