Bocciate gran parte delle iniziative a favore della natalità

Il Gran Consiglio respinge la maggior parte delle iniziative contro la denatalità, approvando però un nuovo Dipartimento a costo zero.
BELLINZONA - Il Parlamento ha espresso la propria contrarietà alla maggior parte delle iniziative per combattere la denatalità, messe in campo dal Centro (e presentate a gennaio 2024 da Claudio Isabella e Alessandro Corti).
Nello specifico, è stato detto un solo "sì" a un Dipartimento che affronti il tema del calo delle nascite con obiettivi da raggiungere nel medio-lungo periodo. Di fatto un impegno politico a costo zero per il Cantone. Al contempo - come detto - sono state respinte le iniziative che proponevano un sostegno economico alle famiglie, la conciliabilità lavoro-famiglia e l'aiuto ai giovani per acquistate casa. Sostanzialmente, cambia poco rispetto a quanto già in vigore oggi.
Dunque è stato approvato il rapporto di maggioranza (PLR, Lega e UDC) che diceva sì all’iniziativa che proponeva un cambio culturale (a costo zero per lo Stato). Al contempo, respingeva le iniziative che proponevano un sostegno alle famiglie, la conciliabilità lavoro-famiglia e su giovani e alloggio. Di contro, il rapporto di minoranza (Centro, PS, Verdi e Più Donne) proponeva di accogliere in toto le iniziative e di accogliere parzialmente quella relativa agli assegni (nello specifico, la parte relativa al complemento familiare mirato ai soli residenti).
«Datti da fare» - Prima del voto, Ivo Durisch (PS) ha fatto notare che, mentre si recava al pulpito, a una deputata socialista sarebbe stata detta la frase «datti da fare». Per Durisch «è una forma di maschilismo e bullismo. Chiedo all’ufficio presidenziale di stigmatizzare quanto accaduto». Dal canto suo, il presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann, pur dicendo di non aver sentito, ha condannato quanto accaduto.
La nota dell'UDC - In serata, l'Unione Democratica di centro, premettendo che «sostenere le famiglie e creare condizioni favorevoli alla natalità è un obiettivo condiviso dall’UDC Ticino», ha così commentato: «Il poker di iniziative proposto da Il Centro avrebbe comportato un ampliamento significativo delle prestazioni finanziarie a carico del Cantone, con un impatto stimato nell’ordine di diverse decine di milioni di franchi all’anno e una crescita strutturale e permanente della spesa pubblica».
Per poi aggiungere, «prima di introdurre nuove spese strutturali occorre valutarne la coerenza, l’efficacia e la sostenibilità nel lungo periodo. Una politica familiare credibile non può basarsi esclusivamente sui sussidi, ma deve poggiare su basi solide: finanze pubbliche sane, un’economia competitiva, una fiscalità sopportabile e un mercato del lavoro stabile».



