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«Cosa succede ai boschi del Bellinzonese (e non solo)?»

Interrogazione a firma Danilo Forini (Ps): «Quali sono i motivi di questo fenomeno di sofferenza del bosco?Quali misure saranno prese?»
Danilo Forini
«Cosa succede ai boschi del Bellinzonese (e non solo)?»
Interrogazione a firma Danilo Forini (Ps): «Quali sono i motivi di questo fenomeno di sofferenza del bosco?Quali misure saranno prese?»
BELLINZONA - Intere porzioni di bosco seccate, in particolare «quelle a basse quote sulla sponda sinistra del Ticino, nel territorio di Bellinzona: Ronchi di Pedevilla, Giubiasco, Pianezzo e Camorino». A farlo presente è Danilo For...

BELLINZONA - Intere porzioni di bosco seccate, in particolare «quelle a basse quote sulla sponda sinistra del Ticino, nel territorio di Bellinzona: Ronchi di Pedevilla, Giubiasco, Pianezzo e Camorino». A farlo presente è Danilo Forini: con un’interrogazione, il deputato PS chiede al Governo di informare la popolazione sulla natura di questi fenomeni e sulle eventuali misure di tutela del patrimonio boschivo.

«Recentemente - scrive nel testo - il Consiglio di Stato ha risposto a varie domande in merito alla situazione dei boschi del Mendrisiotto dopo la grave siccità del 2022, rassicurando la popolazione che la situazione è costantemente monitorata, che sono già state applicate delle misure - per quanto possibile - sull’intero territorio cantonale, che i danni gravi sembrano essere inferiori al 1%».

Tuttavia, si avverte che secondo l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) «gli effetti sugli alberi causati dalla siccità, possono manifestarsi anche dopo più anni dall’evento acuto che li ha messi a dura prova».

Il granconsigliere domanda «quali sono i motivi di questo specifico fenomeno di sofferenza del bosco» e se «questa specifica situazione potrebbe portare a dei danni irreversibili alle piante colpite». Infine, Forini chiede al Governo se «intende applicare urgenti misure di tutela del patrimonio boschivo» e se «lo sfruttamento sempre maggiore delle risorse idriche per ragioni del tutto condivisibili, potrebbe tuttavia influire direttamente nell’idratazione del terreno boschivo». Infine: «Di fronte ai mutamenti climatici con tutta evidenza in corso, in futuro i limiti in termini di deflusso minimi imposti ad acquedotti e impianti idroelettrici potrebbero essere ritoccati? Verso l’alto (rilasciando più acqua) o verso il basso?»

 

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