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CANTONE
04.02.2013 - 11:230
Aggiornamento : 25.11.2014 - 09:10

"Berlusconi non sa neppure che l'accordo con la Germania è fallito"

Per i consiglieri nazionali Pierre Rusconi e Marco Romano l'accordo fiscale con la Svizzera è una sparata elettorale

LUGANO - "È una sparata elettorale. Vuole ridare i soldi pagati per l'Imu? Da qualche parte deve far vedere che li andrebbe a pescare, ma è poco credibile". Sono parole che non lasciano spazio a fraintendimenti, quelle che il Consigliere Nazionale UDC Pierre Rusconi rivolge nei confronti del presidente del PDL, Silvio Berlusconi, "reo" di aver promesso di restituire l'Imu versata nel 2012 grazie a un presunto accordo con la Svizzera "per la tassazione delle attività finanziarie detenute in Svizzera da cittadini italiani".

Accordo che Rusconi, senza mezzi termini, definisce assolutamente utopico: "Credo che sia più una chimera che la realtà, almeno stando alle dichiarazione che ha rilasciato. Quella che lui va più o meno vaneggiando sarebbe un'aliquota insopportabile per noi. Parla di cifre assolutamente irrealistiche. 35-30 miliardi? Impossibili da realizzare, vorrebbe dire far scappare la clientela. Il beneficio lo perderemmo sia noi che l'Italia. Poi, se la gente non ha scudato al 6% - perché si andrebbe a colpire coloro che non hanno scudato - figuriamoci se sarebbe disposta a pagare il 20%".

Per il Consigliere Nazionale la credibilità di Berlusconi la si può pesare assieme alle sue parole: "Basta sentire ciò che ha detto nel suo discorso riferendosi ad accordi "già fatti da altri paesi" - conclude -, citando Gran Bretagna, Austria e Germania. Non sa nemmeno che con la Germania l'accordo non è stato raggiunto".

Marco Romano - Raggiunto al telefono, il Consigliere nazionale PPD Marco Romano liquida la promessa di Silvio Berlusconi in due parole: "piena campagna elettorale". "Nelle prossime settimane sentiremo i vari candidati fare proposte. Prima di pensare a fare accordi con la Svizzera, l'auspicio è che, come svizzero e politico svizzero, l'Italia ritrovi la stabilità sull'arco di almeno due-tre-quattro anni che permetta di poter instaurare di nuovo un dialogo. Comincino a votare e poi si potrà ricominciare a parlare".

"La speranza è che tutto quanto fatto fino adesso non venga buttato via. Il lavoro di fondo tecnico è stato fatto in parte. Io spero che qualunque governo prenda il potere tenga sul tavolo quanto è stato prodotto fino ad oggi. Perché di questo accordo non ne ha bisogno soltanto la Svizzera, ma anche l'Italia".

Le reazioni in Italia - Chiaramente, sul versante Italiano, il mondo politico si divide, tra coloro che accolgono favorevolmente le parole di Berlusconi, ma soprattutto tra chi lo critica. Tra i primi troviamo sicuramente Roberto Maroni che commenta positivamente la proposta di Berlusconi: "Bene anche l'accordo con la Svizzera, rafforza i rapporti di buon vicinato".

Perentorio il giudizio dell'economista Giacomo Vaciago, professore di economia alla Cattolica di Milano, intervistato dall'Huffington Post: "E' una truffa. Ma come si fa a credere a una cosa del genere. Non si può mettere sullo stesso piano un gettito una tantum come quello che potrebbe, forse, arrivare dall'accordo con la Svizzera con uno a regime come quello dell'Imu".

Stime non affidabili, secondo Vaciago, quelle snocciolate dal Cavaliere. "La conoscono la differenza tra ricchezze immobili e ricchezze mobili? I capitali che vogliono tassare aspetteranno di farsi "mungere" ogni anno? Nella "nobile gara" tra fisco e contribuenti, i capitali se ne andranno. Sono mobili, appunto. E se ne andranno verso altri Paesi. O forse Berlusconi ha in mente di fare accordi con 190 Stati diversi? La case invece stanno dove sono, non si muovono".

L'idea berlusconiana - "Per la copertura finanziaria di questa operazione, che vale intorno ai 4 miliardi" sono le testuali parole di Berlusconi, tratte dal discorso che è stato pubblicato sul sito del Pdl "abbiamo individuato una soluzione che non solo garantirà molte più risorse, ma che ha anch’essa una forza simbolica eloquente: l’accordo con la Svizzera, come hanno fatto anche altri Stati (tra gli altri, Gran Bretagna, Germania, Austria), per la tassazione delle attività finanziarie detenute in quel Paese da cittadini italiani. Il gettito previsto è di 25-30 miliardi una tantum, più 5 miliardi all’anno di flusso a regime".

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