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L’uomo delle auto d’epoca, l’accusa: «La menzogna come stile di vita»

Maxi truffa milionaria, la pp Rigamonti: «Atteggiamento tutt'altro che collaborativo, ha ritardato l'inchiesta». La richiesta di pena sarà superiore ai cinque anni
Ti-Press
L’uomo delle auto d’epoca, l’accusa: «La menzogna come stile di vita»
Maxi truffa milionaria, la pp Rigamonti: «Atteggiamento tutt'altro che collaborativo, ha ritardato l'inchiesta». La richiesta di pena sarà superiore ai cinque anni

LUGANO - «Mentire, dissimulare, millantare cose non vere». Per l’accusa, è il modus operandi del 55enne oggi a processo davanti alla Corte delle Assise criminali di Lugano.

I fatti contestati: un arco temporale di quasi 10 anni - Come sottolineato dalla dettagliata requisitoria della procuratrice Raffaella Rigamonti e dal procuratore generale Andrea Pagani, l’inchiesta ha richiesto un impegno notevole, «sia per la moltitudine di persone coinvolte, sia per i fatti contestati». A questo proposito, l’arco temporale è di circa 10 anni (da dicembre 2014 ad agosto 2024). Diverse le località toccate in Ticino e nel mondo: Lugano, Ginevra, Roma, Saint-Tropez, Nassau, Tirana, Malta e Hong Kong (per citarne solo alcune).

Venti milioni di imbrogli - Secondo il corposo atto d’accusa, il totale degli illeciti ammonterebbe a circa 20 milioni di franchi. Sarebbero una ventina i clienti raggirati. Centrale, in buona parte della vicenda, la società di vendita e noleggio di auto d’epoca a lui riconducibile.

«Non ha mai collaborato» - Inoltre, come sottolineato dalla procuratrice pubblica, non ha aiutato l’atteggiamento dell’imputato, «tutt’altro che collaborativo. Nemmeno quando è stato messo alle strette. Si è inventato scuse assurde e ha negato l’evidenza, senza assumersi le sue responsabilità e allungando i tempi dell’inchiesta».

«Versioni illogiche e assurde» - Il 55enne «ha approfittato della fiducia dei clienti» e ha «accampato scuse, allestito documentazione falsa», sostenendo fosse il cliente a volerla. «Le versioni sono illogiche e assurde. Storie non credibili».

«La menzogna come stile di vita» - Per il pg l’uomo «ha malversato a destra e a manca con incredibile disinvoltura e un’imbattibile costanza. Senza un briciolo di ravvedimento: nessuna ammissione, nemmeno di fronte all’evidenza». Il 55enne «ha fatto diventare la menzogna uno stile di vita».

Ipotesi di reato - Nei confronti del 55enne italiano, residente in Engadina e in carcerazione preventiva dal 22 agosto 2024, le ipotesi di reato sono numerose: si va dalla truffa all’appropriazione indebita, dal riciclaggio di denaro all’amministrazione infedele. L’uomo ha contestato, di fatto, tutti i capi d’imputazione.

Il processo continuerà domani: in mattinata arriverà verosimilmente la richiesta di pena da parte dell’accusa, cui faranno seguito gli interventi dei rappresentanti degli accusatori privati. Poi parola alla difesa.

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