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«Fa davvero male»: chiusi per rispetto alle vittime di Crans-Montana diversi club ticinesi

In occasione della giornata di lutto nazionale di venerdì, le discoteche Woodstock, Pix, Seven, e Temus hanno annunciato che non apriranno i battenti. «È pesante rendersi conto che basta un nonnulla per spezzare delle vite».
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«Fa davvero male»: chiusi per rispetto alle vittime di Crans-Montana diversi club ticinesi
In occasione della giornata di lutto nazionale di venerdì, le discoteche Woodstock, Pix, Seven, e Temus hanno annunciato che non apriranno i battenti. «È pesante rendersi conto che basta un nonnulla per spezzare delle vite».

LUGANO - Le luci rimarranno spente, venerdì, in diversi locali notturni ticinesi. In occasione della giornata di lutto nazionale per la tragedia di Crans-Montana, infatti, i gerenti del Woodstock di Bellinzona, del Pix di Ascona, del Seven di Lugano e del Temus di Agno hanno deciso, nel rispetto delle vittime, di tenere chiusi i battenti.

«Fa davvero male», ci dice Marco Acocella, gerente del Woodstock. «La nostra è una scelta umana, perché quella accaduta a Crans-Montana è una vera e propria tragedia. Ed è pesante rendersi conto che basta un nonnulla per spezzare delle vite».

Bar come discoteche: «Non possiamo operare in una giungla» - Secondo Acocella, ad ogni modo, nel mondo della movida è necessario cambiare qualcosa. Questo, anche considerato che il Constellation è un bar, ma la notte di Capodanno operava a tutti gli effetti come una discoteca.

«Credo che la grande riflessione da fare sia innanzitutto politica e poi giuridica. Io sono per il libero mercato, ma credo che non possiamo operare in una giungla. Capisco che anche i bar abbiano bisogno di lavorare, e non sono contrario a priori a queste deroghe se un locale ha i dovuti requisiti dal punto di vista giuridico ed edilizio, ma a queste condizioni no. È chiaro che a livello tecnico ci sono state delle gravi lacune».

«Veniamo controllati annualmente» - È necessario, insomma, maggiore rigore. «Al Woodstock abbiamo delle uscite di sicurezza ben segnalate e, per quanto concerne le misure antincendio, veniamo controllati annualmente, ma non so quanti locali oggi siano integralmente a norma. Credo quindi che a livello giuridico, ma anche attraverso associazioni di categoria come GastroSuisse, dovremmo dare più struttura alla catalogazione dei locali. Perché se tutti facciamo tutto si rischia una liberalizzazione selvaggia e le norme di sicurezza non vengono rispettate».

«Ci sono stati favoritismi?» - E sul caso di Crans-Montana i dubbi si rincorrono. «Quando ho visto che a margine di una ristrutturazione hanno ristretto una scala, e quindi una via di fuga, mi sono detto "qui c'è stata una grossa falla". E viene da chiedersi: il Comune era consapevole di quello che stava facendo dando il via libera a queste modifiche, o c'è dietro dell'altro? Ci sono stati dei favoritismi?».

Riguardo infine alla possibilità di traferire dai Comuni ai Cantoni la responsabilità dei controlli antincendio, Acocella si dice «favorevole al 100%»: «Così verrebbe garantito un maggiore rispetto delle normative e le procedure sarebbero più uniformi».

«Questa tragedia ci ha toccato parecchio», ci dice dal canto suo Daniel Perri, gerente del Pix di Ascona. «È stato istituito questo giorno di lutto e quindi lo condividiamo».

«I bengala vengono utilizzati ovunque» - E, riguardo a quanto accaduto la notte di Capodanno al Constellation: «Questo bar faceva quello che tanti altri bar oggi fanno. Non spetta a me dire se queste eccezioni vadano tollerate o meno, ma credo che il problema in questo caso sia stato strutturale...c'è stata una combinazione di fattori che hanno portato a una tragedia. Va detto poi che il servizio della bottiglia di champagne con annesso un bengala viene offerto un po’ ovunque, anche nei ristoranti, per cui la verità è che probabilmente poteva succedere dappertutto».

«Non additiamo il Vallese» - Per quanto riguarda invece i controlli antincendio, Perri invita alla cautela: «Penso che i controlli siano rigorosi in Ticino, ma non è detto che in Vallese non lo siano. Non dobbiamo iniziare a fare i discorsi che stanno facendo ora i media italiani, additando gli altri. E non bisogna essere superficiali: per poter parlare con criterio di quanto è accaduto bisognerà attendere i risultati dell'inchiesta».

Nei locali notturni, peraltro, ci sarebbe una certa accortezza rispetto alle norme antincendio. «Io credo che l’attenzione ci sia, perché ci sono i servizi di sicurezza e le vie di fuga. Purtroppo si è verificata una tragedia che nessuno si poteva aspettare».

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