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CANTONE«O paghi o tua nipote finisce in carcere»: consegna 40mila franchi

13.09.23 - 06:30
È successo a una 90enne della Riviera, soggiogata dai falsi poliziotti. Quest'ultimi la tempestavano di chiamate.
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«O paghi o tua nipote finisce in carcere»: consegna 40mila franchi
È successo a una 90enne della Riviera, soggiogata dai falsi poliziotti. Quest'ultimi la tempestavano di chiamate.

RIVIERA - «Sono un tenente di polizia. Se non paghi tua nipote finisce in carcere». Sono queste, in breve, le parole che tra fine luglio e inizio agosto hanno fatto cadere in trappola una 90enne della Riviera. Stando a informazioni raccolte da Tio/20minuti, l’anziana, spaventata e sotto shock, ha infatti consegnato ai truffatori una somma complessiva pari a 40mila franchi in contanti, più diversi gioielli di valore.

L'incidente misterioso - «Tua nipote era al telefono alla guida e ha investito mortalmente una ciclista a Zurigo», ha detto il truffatore nella prima chiamata alla signora, offrendole una presunta via d’uscita. Per evitare che la ragazza finisse in galera e perdesse il posto di lavoro l’anziana doveva pagare un’importante somma di denaro quale cauzione. L’uomo ha poi fatto sentire alla 90enne il pianto di una persona, facendola passare per la nipote, ed esortato l’anziana a non telefonare alla giovane «per non ricordarle l’accaduto». Allo stesso modo, la signora non doveva informare il resto dei familiari perché la nipote, «traumatizzata» per quanto successo, «non voleva che venissero a conoscenza dell’incidente».

Soldi in mano - La 90enne, nel panico, ha quindi seguito per filo e per segno le istruzioni e si è recata in banca per effettuare un primo prelevamento. Stupito dall’ingente somma richiesta, ben 20mila franchi in contanti, l’impiegato allo sportello ha ricordato alla donna dell’esistenza di questo tipo di truffe, ma lei, convinta del racconto del “poliziotto”, ha giustificato il prelevamento adducendo «dei lavori in casa» e ha preso il denaro. Questo è in seguito stato consegnato a una collettrice, insieme a vari gioielli, in un punto di incontro stabilito dal truffatore.

Al telefono - Da quel momento, sull'arco di due settimane, la donna è stata tempestata di chiamate, che arrivavano anche più volte al giorno. Alcune erano prettamente colloquiali e volte a conquistare la fiducia dell’anziana, mentre in altre venivano pianificate nuove consegne di denaro. Il finto poliziotto parlava infatti di spese addizionali legate ad avvocati e procedure amministrative. Spiegazioni, queste, che hanno indotto la 90enne a cedere ai truffatori altri 20mila franchi, prelevati in due tranches e in banche diverse.

Il risveglio - A scoperchiare il vaso di Pandora è infine stata la banca presso la quale la donna aveva già effettuato due prelevamenti, per un totale di 30mila franchi. La 90enne aveva infatti nuovamente chiamato in filiale per riservare altri 50mila franchi che intendeva ritirare. Il personale, insospettito, ha quindi finalmente deciso di contattare i familiari dell’anziana per chiedere delucidazioni. Quest'ultimi, intervenuti, hanno in seguito sporto denuncia.

L’indagine, avviata subito dopo dalla Polizia cantonale, non ha per ora portato a elementi concreti. Come in molti altri casi i truffatori avrebbero però chiamato dalla Polonia. 

Nel frattempo in Ticino le truffe del falso poliziotto/falso nipote continuano a imperversare: quelle andate a segno, da inizio anno, sono già una trentina, riferisce la Polizia cantonale. Lo scorso anno i falsi poliziotti avevano raggiunto un bottino complessivo, solo in Ticino, pari a 800mila franchi.

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