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CANTONEDopo il lupo anche i fulmini: «Tra gli allevatori regna lo sconforto»

21.08.23 - 17:08
Il bollettino di guerra di Germano Mattei: «Tante bestie morte e rimborsi ridicoli. C'è chi vuole gettare la spugna»
Imago
Dopo il lupo anche i fulmini: «Tra gli allevatori regna lo sconforto»
Il bollettino di guerra di Germano Mattei: «Tante bestie morte e rimborsi ridicoli. C'è chi vuole gettare la spugna»

LAVIZZARA - Non bastavano i lupi, adesso ci si mettono pure i fulmini. Ad accusare il colpo (oltre evidentemente ai capi raggiunti dalla saetta ad alto voltaggio) ancora una volta sono gli allevatori.

L'incidente, stando a Germano Mattei (co-presidente dell'Associazione Svizzera per la protezione del Territorio dai Grandi Predatori) ha avuto luogo sabato scorso sull'alpe Serodano, in Valle di Peccia. Secondo il suo racconto «sono morte alcune mucche scozzesi e un toro». A preoccupare Mattei è anche la vicinanza della Capanna del Poncione di Braga, visitata regolarmente dagli escursionisti. «Un fulmine non cade tutti i giorni, ma quella zona è particolarmente soggetta - racconta -. A memoria d'uomo non è la prima volta che del bestiame viene ucciso in questo modo».

L'episodio fa da ciliegina sulla torta a una situazione ormai nota per la quale Mattei si batte da tempo. «Sempre nei giorni scorsi abbiamo avuto l'ennesima predazione seriale in zona Ritzberg, sopra a Bosco Gurin. Siamo a quota 15 pecore sbranate, non contando quelle che cadono nei dirupi e quelle semplicemente sparite. È morto anche un lama. Nella regione della Nufenen sono almeno 20 gli ovini predati, nonostante i collari con feromoni».

Per Mattei, tra gli allevatori si fa sempre più strada lo sconforto. «Un alpeggiante dell'alpe Bolla-Froda mi ha confidato di voler gettare la spugna. È passato da sessanta capre a venti, ora pensa di vendere tutto. Per non parlare dei rimborsi ridicoli: nemmeno 30 franchi per pecora predata. Solo sfoghi o un realtà preoccupante?».

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