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Gli studenti presenti venerdì mattina nel parco di villa Argentina contestano la versione della polizia.
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MENDRISIO
19.06.2021 - 08:570

La versione degli studenti: niente aggressione alla polizia

I presenti ai fatti avvenuti nelle prime ore di venerdì contestano la ricostruzione su ogni punto.

Biasimo anche per la lettera del rettore dell'Usi Boas Erez, giudicata «affrettata e unidirezionale».

MENDRISIO - Gli studenti dell'Accademia di architettura, che sono stati protagonisti dell'episodio avvenuto durante le prime ore di venerdì nel parco di Villa Argentina di Mendrisio, contestano la ricostruzioni dei fatti fornita dalla polizia cittadina e da quella cantonale.

La ricostruzione della polizia - Gli agenti affermano di essere stati aggrediti da una ventina di persone e di essere presi di mira da un lancio di sassi, con sei poliziotti che sono finiti al pronto soccorso per essere medicati. Ma gli studenti, che stavano festeggiando la fine del corso di laurea davanti all'ingresso del Canavée, dicono che le cose sono andate diversamente.

La versione degli studenti - Gli agenti sono intervenuti alle tre di notte, probabilmente su segnalazione di un vicino infastidito dalla musica ad alto volume e agli schiamazzi. «Abbiamo subito spento la musica» hanno dichiarato alcuni dei presenti a laRegione. «Gli agenti si sono annunciati, testualmente, con un 'avete rotto i co...ni con questa musica'. Al che una di noi si è rivolta loro chiedendo di usare toni più consoni e professionali».

A questo punto il cittadino francese di 26 anni che è poi stato arrestato ha applaudito e quattro agenti gli si sono avvicinati. Il giovane, impaurito, si è messo a correre nel parco, inseguito dai poliziotti. «Alcuni studenti hanno seguito la scena per accertarsi che i modi fossero leciti. Il ragazzo è però inciampato davanti al muro vicino all'entrata, sul retro del bar Vignetta. Poi è stato placcato dagli agenti armati di manganelli telescopici, e trattenuto a terra». Il giovane era sanguinante e sembrava sotto choc, e questo ha fatto preoccupare gli altri studenti. «Per tutta risposta, per disperderci hanno usato lo spray al peperoncino e ci hanno intimidito usando i manganelli».

Il 26enne, sempre secondo il racconto dei presenti, è riuscito a rialzarsi ed è scappato verso il posteggio delle bici, prima di essere nuovamente placcato e portato in una vettura della polizia. All'arrivo dei rinforzi le discussioni tra gli studenti e gli agenti si sono fatte animate. «Due ragazzi sono stati ripetutamente spintonati a terra perché stavano filmando, ed è stato loro sottratto il telefono». 

I feriti - Anche il loro bilancio dei feriti diverge da quello presentato ai media dalla polizia: dicono che ben nove studenti avevano «evidenti lesioni» e altri due hanno sofferto di reazioni allergiche allo spray al peperoncino. All'ospedale dicono di non aver visto nessun agente. Viene contestato duramente anche il lancio di oggetti: sul posto, assicurano, non c'erano né sassi né bottiglie.

Le parole di Erez - Ci sono parole di biasimo anche per la lettera del rettore dell'Università della Svizzera italiana Boas Erez, che ha definito «un fatto grave e preoccupante» quella che viene definita «una aggressione fisica ad agenti di polizia che stavano svolgendo il proprio lavoro, perché chiamati nel cuore della notte per disturbo della quiete pubblica». Erez sottolinea che «la violenza non è mai accettabile» e che «saremmo molto dispiaciuti di apprendere che studenti dell'Accademia fossero direttamente implicati». I coinvolti nell'episodio di venerdì sera considerano la lettera del rettore, rivolta a studenti e collaboratori, come «affrettata e unidirezionale».

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