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BELLINZONA

Covid-19, emozione nella zona delle scuole nord: l'Hallelujah per restare uniti

L'iniziativa è stata voluta da Eva Colella e Rosa Rigitano, due residenti: «Qui da settimane c'è un vuoto surreale»
Covid-19, emozione nella zona delle scuole nord: l'Hallelujah per restare uniti
Covid-19, emozione nella zona delle scuole nord: l'Hallelujah per restare uniti
tio.ch/20minuti
A sinistra Eva Colella, a destra Rosa Rigitano, organizzatrici dell'evento.
Covid-19, emozione nella zona delle scuole nord: l'Hallelujah per restare uniti
L'iniziativa è stata voluta da Eva Colella e Rosa Rigitano, due residenti: «Qui da settimane c'è un vuoto surreale»
Un inno alla vita. Ma anche un messaggio di speranza: «Quotidianità stravolte. Non dobbiamo scoraggiarci».
Emozioni forti nella zona delle scuole nord di Bellinzona. Nella serata di martedì, attorno alle 21, è partito il brano Hallelujah, il capolavoro di Leonard Cohen nella versione dei Pentatonix. Molta gente del quartiere si è...

Emozioni forti nella zona delle scuole nord di Bellinzona. Nella serata di martedì, attorno alle 21, è partito il brano Hallelujah, il capolavoro di Leonard Cohen nella versione dei Pentatonix. Molta gente del quartiere si è affacciata alle finestre, cantando, con le lacrime agli occhi. Con grande commozione. L'idea è venuta a Eva Colella, 43 anni, custode della Società Federale di Ginnastica di Bellinzona. «E infatti la musica è proprio partita dalla nostra palestra. Il Covid-19 sta sconvolgendo la nostra quotidianità. Ma non ci deve disunire. Non dobbiamo scoraggiarci».

Il messaggio di solidarietà – Un inno alla vita. Un messaggio di speranza. E di solidarietà. Per le vittime del coronavirus e per i loro famigliari. Per i medici, per gli infermieri. Per i politici. «Sì, anche per loro. Che hanno il difficile compito di trovare le giuste soluzioni per noi cittadini».

Scuole chiuse e campi da calcio vuoti – C'è tanta voglia di tornare alla normalità nella parole di Eva. «Sono abituata a vedere persone di varie fasce di età che transitano dalla palestra – racconta Eva –. In queste settimane c'è stato il vuoto. Un vuoto surreale. Io in questa zona ci vivo da tre anni. È pazzesco vedere lo skatepark e i campi da calcio senza anima viva. I ragazzi sono letteralmente spariti. Le scuole sono chiuse, non ci sono i bambini. Mi manca perfino la gente che andava a spasso con i cagnolini». 

Settimane di preoccupazioni – A volere l'iniziativa, anche Rosa Rigitano, classe 1987, che proprio nella zona ha un salone da parrucchiera. «Qui non c'è più vita. Tutto si è spento di colpo. Sono giorni, settimane particolari, tutto è denso di preoccupazioni. Le nostre abitudini sono state stravolte, ci sono distanze di ogni tipo da rispettare e sopportare, i negozi sono chiusi. Tra questi anche il mio. La socialità, al momento, è limitatissima. Quello che abbiamo pensato con Eva non rappresenta una novità assoluta, ovvio. Altri lo hanno fatto. La gente, anche a Bellinzona, come altrove, ha bisogno e voglia di un abbraccio, di sentirsi meno sola e più vicina».

Niente karaoke – «Il senso di quello che abbiamo voluto mettere in atto – fa notare Eva – non era quello di mettersi in mostra e fare il karaoke dal balcone. Chi canta, prega due volte. Questo mi hanno insegnato da piccola. La musica in questo momento è uno dei pochi canali che ci tiene uniti. E che fa vibrare le nostre anime in un unico abbraccio senza distinzione di razza, religione o movimento politico. Siamo tutti sulla stessa barca, chiamati a remare nella stessa direzione».

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