CANTONE
16.06.2016 - 12:110

Drug checking, «uno strumento utile anche in Ticino»

BELLINZONA - Il Comitato interpartitico per la regolamentazione della cannabis ha comunicato il suo rammarico relativo al rapporto della Commissione speciale sanitaria (CSS) in merito al messaggio concernente il Piano cantonale quadriennale degli interventi nel campo delle tossicomanie. La valutazione è stata giudicata «faziosa e intrisa di preconcetti ideologici. Infatti, considerato il preavviso favorevole del Gruppo esperti (GE) e della Commissione federale per le questioni relative alla droga (CFQD) in merito all’introduzione del drug checking in Ticino, ci si chiede su quali basi la CSS rifiuti categoricamente uno strumento la cui efficacia è stata comprovata in diverse realtà elvetiche».

Rammentando che lo scopo degli interventi nell’ambito delle tossicomanie è di tutelare la salute delle persone che assumono sostanze le cui conseguenze per il consumatore sono imprevedibili o non sempre consapevoli, secondo il Circa l’esame tossicologico delle sostanze costituirebbe un prezioso tassello da incorporare nelle politiche di riduzione dei rischi. «Questi laboratori d’analisi “volanti” presentano il vantaggio di poter essere installati nel cuore dei luoghi d’incontro e delle feste ai quali partecipano i giovani e d’essere equipaggiati non solo per informare sulla composizione dei prodotti, ma anche per trasmettere un messaggio di prevenzione” .

La commissione ritiene altresì che queste soluzioni possano ridurre i costi sociali e sanitari provocati indirettamente dalle politiche proibizioniste. «Fa dunque specie constatare che la CSS si opponga fermamente al drug checking. Analogamente, siamo sorpresi dall’allegrezza con la quale CSS e Consiglio di Stato terminano i loro apprezzamenti, ponendo l’accento sul fatto che in Ticino, in quanto a droghe, non vi sia emergenza di alcun tipo. (...) Anche per questo motivo, l’attenzione degli specialisti, e più in generale delle politiche di prevenzione, deve focalizzarsi sempre più su strategie di salute pubblica, senza nascondersi in modo miope e cocciuto dietro a posizioni ideologiche che nuocciono ai consumatori e alla società».

In questo senso, il CIRCA percepisce un’attitudine attendista e pressapochista da parte del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS), il quale evita da anni di prendere posizione sul drug checking. «A testimoniarlo sono due atti parlamentari  - di cui uno risalente a inizio 2010 - che chiedevano l’introduzione del drug checking. Inutile ricordare che i due atti risultino a oggi inevasi».

L'ultima valutazione del Circa sottolinea che «nel suo rapporto, la CSS fa dire al Consiglio di Stato (citandolo erroneamente) che l’introduzione del drug checking non sia una misura da approfondire in Canton Ticino, travisando palesemente il parere favorevole del Governo. Continuare a osservare il fenomeno del consumo di droga attraverso la lente del pregiudizio ideologico, manipolando addirittura l’opinione del Consiglio di Stato, non può che far riflettere chi ha l’opportunità e il dovere di chinarsi con serietà e apertura mentale su una questione di salute pubblica di vitale importanza quale il consumo di droga nella società ticinese che – piaccia o no – è una realtà che va affrontata».


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