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13.05.2014 - 08:440
Aggiornamento : 23.11.2014 - 17:57

BancaStato, quella lettera che Bulla e Arrigoni avevano negato

I due vertici di BancaStato sembra fossero a conoscenza della imminente nascita della nuova società FaciliTI

BELLINZONA - Sarebbe stata la presenza di una lettera del 2012, poi cancellata dai vertici di BancaStato alla base dell'inchiesta che la procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi ha aperto ieri anche nei confronti di Bernardino Bulla, 57 anni, presidente della direzione generale di BancaStato e del membro di direzione generale e responsabile dell’Area compiti speciali, Renato Arrigoni. Una lettera di cui i due avrebbero negato invece l'esistenza, ma trovata negli archivi informatici della Banca.

Ma partiamo dall'inizio. La vicenda si muove su un appalto che BancaStato ha assegnato alla fine del 2013 alla FaciliTi SA per prestazioni relative a molteplici servizi (dalla gestione degli immobili fino al reperimento di personale). Quei servizi erano svolti dal 2008 dalla Iss Facility Service di cui era direttore Adriano Kohler e dipendente Ivan Binotto. Proprio Kohler uscito dalla ISS nel marzo del 2013, aveva fondato pochi mesi dopo la FaciliTI SA (nella quale entra anche Binotto) con cui appunto riesce a ottenere il contratto da BancaStato a fine dicembre 2013, al posto della ISS, per un valore inferiore a quello precedentemente firmato dalla ISS, e presumibilmente sotto i 4,5 milioni di franchi.

 

La ISS a questo punto denuncia i vertici della FaciliTi, la Bergomi apre l'inchiesta e Kohler e Binotto vengono accusati di concorrenza sleale e violazione del segreto di fabbrica e commerciale. Ma l'inchiesta, aperta appena un mese fa, ieri si è allargata anche ai due dirigenti di Banca Stato. Bergomi ipotizza la complicità in violazione della Legge federale contro la concorrenza sleale. Bulla deve rispondere pure di falsa testimonianza, mentre Arrigoni del reato di soppressione di un documento. Come riferisce La RegioneTicino, Arrigoni in passato avrebbe lavorato assieme a Kohler all’Ubs nel settore della logistica.I due sono stati sentiti nel primo pomeriggio di ieri.

 

L'intenzione della Procuratrice è quella di capire quanto i due fossero a conoscenza delle intenzioni di Kohler e Binotto. Stando all’accusa, ne erano al corrente. Nelle indagini infatti è spuntata una lettera dai computer sequestrati, una lettera d’intenti, recante la firma dei quattro indagati e risalente al 2012 in cui si preannunciava l'intenzione di creare la nuova società.

Ma Bulla e Arigoni hanno negato l'esistenza della lettera, cancellata da Arigoni e la falsa testimonianza ha insospettito la Procuratrice. La lettera è stata trovata in una una e-mail della banca.

L'ipotesi quindi è che il Consiglio di amministrazione della Banca era a conoscenza dei nuovi disegni societari legati alla FaciliTi. Resta da sapere ora se il nuovo contratto sia stato stipulato senza infrangere gli articoli del codice penale.

 

Intanto da parte del presidente del Consiglio di amministrazione di BancaStato Fulvio Pelli non ci sono state al momento dichiarazioni. Questa mattina è stato convocato d'urgenza un consiglio di amministrazione, dopo il quale saranno rilasciate le prese di posizione della Banca. Un ultimo dettaglio: dopo le dimissioni di Adriano Kohler dalla succursale ISS del Ticino a subentrare è stato Sergio Morisoli, deputato (indipendente) al Gran Consiglio, da cui poi sarebbe partita la denuncia di concorrenza sleale.

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Ultimo aggiornamento: 2019-12-12 00:01:39 | 91.208.130.86