A Lugano c'è un orto che fiorisce. E ora c'è anche un'enorme giara

Sul tetto dell’Hotel di Lugano, oggi è stata inaugurata una giara pensata per raccogliere e riutilizzare l’acqua piovana, decorata dagli utenti di OTAF
Sul tetto dell’Hotel di Lugano, oggi è stata inaugurata una giara pensata per raccogliere e riutilizzare l’acqua piovana, decorata dagli utenti di OTAF
LUGANO - In pieno centro, sopra l’hotel LuganoDante, prende forma un progetto che unisce ambiente, innovazione e inclusione. L’orto urbano sul tetto, realizzato nel 2023, nasce con l’obiettivo di fornire erbe aromatiche e officinali alla cucina e al bar della struttura, contribuendo allo stesso tempo alla promozione della biodiversità in città.
«Abbiamo raggiunto un traguardo importante», spiega Lorenzo Tognola, CEO di FutureFarmes SA. «Con questa giara completiamo la circolarità dell’orto. Ora possiamo accumulare l’acqua piovana e utilizzarla nei periodi più caldi e secchi, evitando l’uso dell’acqua di rete». Il sistema sfrutta le grondaie esistenti per convogliare l’acqua piovana in un contenitore da circa mille litri. In caso di eccesso, l’acqua viene reindirizzata nel sistema originale, mentre una pompa alimentata a energia solare permette poi di irrigare le piante.
Il progetto si inserisce nel percorso di sostenibilità dell’hotel. «Facciamo parte del programma "Swisstainable" di Svizzera Turismo», racconta Valentina Voce, Sales Coordinator del LuganoDante. «Abbiamo voluto arricchire ulteriormente l’orto, introducendo un sistema di autoirrigazione. Quando abbiamo visto la giara, abbiamo pensato di trasformarla anche in un’opera d’arte».
Da qui nasce la collaborazione con OTAF. Gli utenti della fondazione hanno decorato la giara, dando libero sfogo alla loro creatività. «È stata un’esperienza molto bella», racconta l’educatrice Inca Forni. «Ci siamo incontrati più volte alla settimana, lavorando insieme e interpretando animali e fiori in modo personale». Un percorso che ha trasformato un elemento tecnico in un simbolo visivo e sociale.
Fondamentale anche il contributo tecnico di Sandro Sormani SA. «Abbiamo supportato le fasi di protezione finale dell’opera», spiega Reto Sormani. «Un passaggio importante per garantire che il lavoro resti intatto nel tempo».
Il prossimo passo verso la sostenibilità? Un'arnia per le api per produrre il miele che sarà consumato al Flamel, celebre ristorante dell'hotel.








