Donald Trump è davvero un re folle?

Fra meme anche di cattivo gusto, toni eccessivi, bugie reiterate e attacchi personali la salute mentale del presidente degli Stati Uniti è ritornata al centro del dibattito pubblico.
Prima ha bevuto cocktail a Gaza Riviera con l'amico Bibi, venendo celebrato con una statua d'oro, poi è stato Papa, cavaliere Jedi, Superman e un neo colonnello Kilgore di Apocalypse Now a cui piace “l'odore delle deportazioni al mattino”.
Imago/Zuma Press WireFra il meme e la provocazione
In un crescendo di delirio di onnipotenza, si è poi trasformato in un soldato del videogioco blockbuster Halo, con tanto di futuristica armatura di metallo, e, non sazio dei superpoteri che già si vantava di avere, ha assunto i panni di un novello Messia che cura i malati.
In un florilegio di simboli che vedono la Statua della Libertà sorvolata da aquile dalla testa bianca, aerei militari e non meglio precisati cavalieri dell'Apocalisse. Il protagonista di tutti questi meme non è un quattordicenne esaltato ma, come è ormai noto, il Presidente degli Stati Uniti d'America Donald J. Trump che continua a stupire, se non indignare, l'opinione pubblica con i suoi contenuti social e le dichiarazioni definite «inaccettabili» anche dai suoi più fedeli alleati.
Con il Nazareno, inoltre, Trump crede di avere un rapporto privilegiato dato che, dopo essersi mostrato in versione messianica, si è rappresentato abbracciato a Gesù definendosi come «la carta vincente di Dio». Solo in queste ultime settimane, Trump ha dichiarato, a proposito del suo attacco all'Iran, che «un'intera civiltà morirà stasera», per poi scagliarsi contro il pontefice Leone XIV, considerato «debole sul crimine e terribile per la politica estera», affermando anche che «ignora ciò che accade in Iran».
Imago/BestimageAttacchi frontali
Non passa giorno senza che il tycoon faccia parlare di sé per il tenore delle sue dichiarazioni, spesso contraddittorie e sempre provocatorie, come quando, in piena pandemia da Covid-19 disse che «per combattere il coronavirus bastano delle iniezioni di disinfettante (…) i disinfettanti si possono bere o iniettare in vena per ripulire i polmoni», o durante il suo recente tentativo di conquistare la Groenlandia perché «la vogliamo, in un modo o nell'altro. Ci serve».
Trump non si è fatto scrupolo di definire il governatore del Minnesota Tim Walz «un ritardato mentale», quello della California Gavin Newsom «dislessico» e Kamala Harris «una disabile mentale, assassina e trafficante di droga».
Gli europei sono stati appellati come «stupidi. Sono parassiti che non arriverebbero da nessuna parte senza gli Stati Uniti», mentre agli iraniani ha detto «aprite il fottuto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete l'inferno».
Il punto più criticabile, però, il presidente Trump lo ha toccato lo scorso marzo, quando parlando delle ormai compromesse condizioni di salute del deputato repubblicano Neal Dunn disse che «dovrebbe morire entro giugno. Sono intervenuto con i suoi medici perché Neal mi piace ma soprattutto perché mi serviva il suo voto». Un atteggiamento per niente in linea con il Premio Nobel che esigeva di ricevere, salvo poi dichiarare, come un bambino scontento, che dato che non gli era stato riconosciuto questo riconoscimento, «pur avendo risolto otto guerre», non si sentiva «in diritto di mantenere la pace».
Imago/Zuma Press WireUn troppo che stroppia
L'elenco delle sparate presidenziali potrebbe continuare ancora per molto, visto il numero cospicuo delle stesse, ma è importante notare che, da un po' di tempo a questa parte, le provocazioni di Trump non solo gli hanno fatto perdere consensi presso l'elettorato statunitense, ma gli stanno anche inimicando molti dei suoi ex sostenitori Maga. Il suo indice di gradimento è al minimo storico: secondo le ultime rilevazioni dell'Università del Massachusetts Amherst, condotta su mille intervistati tra il 20 ed il 25 marzo scorso, il 62% degli americani non approva il suo operato.
Il 53% degli intervistati manifesta un grado di disapprovazione molto forte, mentre solo il 29% degli intervistati dichiara di sostenere gli attacchi contro l'Iran voluti da Trump. In occasione dell'inizio delle operazioni militari in Medio Oriente, molti importanti esponenti Maga del Partito conservatore, si sono scagliate contro Trump: l'ex deputata Marjorie Taylor Greene ha definito il suo operato come «follia», così come il complottista Alex Jones, mentre il noto creator Sneako, grande sostenitore del tycoon, ha scritto su X «mi manca Biden», affermando che «Trump dovrebbe essere cacciato dal suo incarico, è stato un disastro completo».
Oltre a prendere le distanze dai quanto mai criticabili atteggiamenti presidenziali, cresce il numero di coloro che si domandano se Trump possa avere qualche problema di salute mentale, e se il suo modo di comportarsi e di esprimersi possano essere sintomo di un qualche disagio psicologico. Una settantina di democratici, tra Camera e Senato, hanno chiesto l'attivazione del 25° emendamento che, tra le diverse motivazioni previste per la sostituzione del presidente Usa con il vicepresidente, prevede anche l'incapacità di esercitare le proprie funzioni per malattie o altra causa.
Imago/Zuma Press Wire“Solo” eccessivo o anche patologico?
La Casa Bianca ha respinto al mittente queste accuse, affermando che Trump sia una persona dotata di una intelligenza acuta a cui piaccia tenere i propri interlocutori sulla corda, ma secondo un sondaggio Reuters/Ipsos del febbraio scorso il 61% degli americani pensa che Trump sia diventato più instabile con l'età, e solo il 45% di essi lo vede «ancora in grado di affrontare le sfide», rispetto al 54% del 2023.
Oltre al dissenso delle persone comuni, cresce anche quello degli esperti secondo i quali il comportamento di Trump sia «malato». Per Eric Altam, professore di Inglese alla Cuny di New York, politologo e storico, intervistato dal Corriere della Sera, Trump sarebbe «un bugiardo patologico e nulla di ciò che fa può essere preso come oro colato». Per Altam «Trump ragiona sempre in termini da boss: hai un business? Io posso fartelo saltare per aria: paga. Hai bisogno di me? Paga tu allora, che tra le varie cose è la sua teoria sulla Nato».
«Sta andando alla deriva»
Come dichiarato da Geoff Grammer, psichiatra del Maryland, e colonnello dell'esercito in pensione, «una delle cose che dobbiamo considerare è che sta andando alla deriva, circondato da leccapiedi, e sta sviluppando un narcisismo quasi delirante (…) probabilmente si sente in trappola e sta sviluppando una rabbia narcisistica, oppure potrebbe essere che stia diventando disinibito, ma potrebbe anche essere che sta andando semplicemente alla deriva per ciò che è realmente». John Gartner, psicologo della John Hopkins University, intervistato in merito da El Pais, ha dichiarato che «il cervello di Trump si sta deteriorando in maniera scioccante. È un narcisista maligno».
Apparterrebbe, cioè, a quella categoria di persone che «rubano, mentono, danneggiano gli altri e non provano rimorso: il loro desiderio è dominare ed essere al di sopra di tutti gli altri» provando però «piacere nel caos e nella distruzione». Secondo Gartner il declino cognitivo di Trump sarebbe veramente allarmante pur essendo bravo «a dissimulare, ridere e fingere sicurezza quando inciampa».
IMAGO / ZUMA Press WireUna lettera aperta
Non è la prima volta che il tema della salute mentale del Presidente degli Stati Uniti diventa oggetto di dibattito pubblico: accadde anche nel 2024 quando, prima dell'avvio della campagna elettorale, oltre duecento psichiatri americani, riuniti in un comitato chiamato Anti-Psycopath Pac, firmarono una lettera aperta, pubblicata su di una pagina pubblicitaria del New York Times, nella quale denunciavano il fatto che «il candidato repubblicano alla Casa Bianca rappresenta una minaccia esistenziale per la democrazia».
Facendo riferimento al DSM-5, ossia la quinta edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, tali professionisti scrissero che «è facile constatare come Trump soddisfi i criteri comportamentali per il disturbo antisociale di personalità (…) anche un non clinico può notare che Trump mostra un modello di comportamento che dura da tutta la vita, caratterizzato da incapacità a conformarsi alle norme e alle leggi sociali» parlando anche di «menzogne ripetute», «sconsiderata noncuranza per la sicurezza altrui» e «mancanza di rimorso».
La lettera si concludeva poi affermando che Trump mostrava già i segnali «di un declino cognitivo e che dovrebbe essere sottoposto ad una valutazione neurologica completa». All'epoca la lettera suscitò pareri contrastanti, e venne bollata anche come il tentativo di gettare discredito verso colui che sembrava designato a ricoprire per la seconda volta la carica di presidente degli Stati Uniti, ma oggi, alla luce dei più recenti avvenimenti, il suo contenuto assume un valore



