Strade della Val Colla, la riapertura rapida resta esclusa: «Ancora preoccupazioni»

La risposta della Città all'interrogazione di Angelo Petralli (il Centro).
La risposta della Città all'interrogazione di Angelo Petralli (il Centro).
LUGANO - Resta ancora tutto da definire il futuro della viabilità in Val Colla in seguito al drammatico franamento del gennaio 2025. Una riapertura rapida delle tratte sbarrate resta esclusa. In quanto vi sono ancora «preoccupazioni».
A confermarlo è la Città di Lugano, in risposta di un'interrogazione sottoposta dal consigliere comunale corticiaschese Angelo Petralli (il Centro).
In relazione alle domande alla viabilità sul collegamento Signôra-Maglio di Colla, gli ostacoli sono legati soprattutto al territorio: «Secondo il Piano Regolatore, la strada si colloca a cavallo tra zona forestale e zona agricola: tale inquadramento territoriale rende difficoltosa, sia dal punto di vista procedurale, sia da quello della compatibilità pianificatoria, l’eventuale adeguazione del calibro stradale», spiega la Città che ribadisce anche la questione morfologica: «Per quanto riguarda il resto della tratta, la difficile morfologia dell’area non consente particolari interventi di miglioramento, quali ad esempio ampliamenti del sedime stradale, poiché i versanti laterali presentano pendenze molto elevate».
Parlando, invece, della questione del trasporto pubblico: «Si ricorda che il disagio è causato da una interruzione stradale (di proprietà del Cantone) che interessa le linee di trasporto pubblico regionale, per le quali il Cantone è responsabile competente e committente», conferma la risposta dell'Esecutivo cittadino.
«In attesa degli studi specialistici volti a valutare scenari di riapertura della strada, il Municipio ha chiesto al Cantone di valutare la possibilità di un miglioramento del coordinamento del trasporto pubblico, così da permettere collegamenti più efficaci», continua, «a oggi non si ha tuttavia notizia di previsti potenziamenti. La Città solleciterà il Cantone, affinché quest’ultimo possa adattare le linee con una maggiore coincidenza tra i due paesi di Insone e Scareglia permettendo un trasbordo dei passeggeri sostenibile».
Fuori gioco, almeno per ora, la questione mobilità lenta sulle arterie viarie interessate: «Dal punto di vista della fattibilità tecnica il contesto è molto difficile, in particolare per le bici, in ragione dei dislivelli importanti per collegare i due versanti (circa 80-110 metri da entrambi i lati)», chiosa la Città rispondendo alla domanda di una possibile creazione di un collegamento tra Scareglia-Insone-Corticiasca, per la mobilità lenta, zona Pianon di Scareglia-Marseta, Insone.




