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BIOGGIO

Costretta a posteggiare a 33 minuti da casa

Alla vicina dà fastidio vedere le auto dalla finestra. E così una donna del Luganese si trova confrontata con una vicenda surreale.
Foto: lettore tio.ch
Lo spiazzo della discordia.
Costretta a posteggiare a 33 minuti da casa
Alla vicina dà fastidio vedere le auto dalla finestra. E così una donna del Luganese si trova confrontata con una vicenda surreale.
BIOGGIO - Abita lì e ha un "piazzale" davanti a casa. Ma rischia di dovere posteggiare l'auto a 33 minuti a piedi. Tutto perché alla vicina dà fastidio vedere la vettura quando si affaccia dalla finestra di casa. La vicenda surreale accade in una ...

BIOGGIO - Abita lì e ha un "piazzale" davanti a casa. Ma rischia di dovere posteggiare l'auto a 33 minuti a piedi. Tutto perché alla vicina dà fastidio vedere la vettura quando si affaccia dalla finestra di casa. La vicenda surreale accade in una frazione decisamente periferica del comune di Bioggio. E colpisce la 40enne V.L.: «Ho già speso circa 15.000 franchi in avvocati, ricorsi e procedure. Le energie nervose stanno finendo».

Decreto indigesto – V.L. abita in quel posto dal 2009. Aveva acquistato casa affascinata dal verde e dalla quiete. «Questa – ricorda V.L. – è una zona che dal 1972 non è più edificabile. Dettaglio che col tempo si ritorcerà contro di me».

La svolta – Sì. Perché nel 2018 alla vicina, cittadina germanica domiciliata oltre Gottardo, viene l'idea di contestare la presenza di auto su quel piazzale. «Si è impuntata dicendo che le davano fastidio. E che quello spazio secondo il registro fondiario non poteva essere destinato a posteggio. Il problema è che Comune e Cantone le hanno dato corda».

Vie legali – Tanta corda che dopo otto anni la situazione è degenerata. «Per cinque anni ho cercato di parlare alla vicina e al Comune. Ho proposto compromessi. Ero anche disposta a regalare il pezzo di terreno al Comune per creare dei posteggi pubblici. Tutto è stato vano. Da due anni ho dovuto anche io passare tramite vie legali per giocare ad armi pari e sono finita in un tritacarne».

«È sempre stato un posteggio» – Archivi alla mano, si parla di uno spiazzo che è stato sempre usato dai precedenti proprietari come posteggio. «Già negli anni '60. Posteggiare in quel prato è un diritto acquisito, che la Costituzione federale tutela e che le leggi successive sulle zone agricole non possono annullare», dice la donna.

Le conseguenze – Recentemente il Comune ha ordinato a V.L. il divieto immediato di utilizzare quello spiazzo come posteggio, una decisione dalle conseguenze sproporzionate. «In zona non esistono posteggi pubblici. Il posteggio più vicino è a 33 minuti a piedi da casa. Sapete cosa vuol dire? Tra l'altro, il percorso è privo di illuminazione e di marciapiede».

«Trovino una soluzione per me» – Poi l'appello al Comune: «Hanno dato ragione a una donna che non è nemmeno domiciliata qui. Allora trovino una soluzione accettabile anche per me che sono residente e pago le imposte regolarmente e per qualcosa. Mi sento presa in giro».

Il Comune: «Non possiamo fare molto» – Interpellato da tio.ch il segretario comunale di Bioggio non ha potuto dire molto. «Noi abbiamo cercato di mediare e di dare consigli. E anche di aiutare la signora a fare una domanda di costruzione retroattiva. Purtroppo come Comune i nostri margini sono limitati. Dobbiamo attendere il preavviso del Cantone. Si tratta di una situazione particolare. Una dinamica di diritto privato che si sviluppa in una zona non edificabile». 

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