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«La mia nuova vita a basso costo e senza stress»

BELLINZONA«La mia nuova vita a basso costo e senza stress»

08.09.23 - 06:30
Mai così tanti espatriati: oltre 800'000. La storia della 53enne Miriam Gennari. L'economista: «Svizzera troppo cara, bisogna riflettere».
Miriam Gennari
«La mia nuova vita a basso costo e senza stress»
Mai così tanti espatriati: oltre 800'000. La storia della 53enne Miriam Gennari. L'economista: «Svizzera troppo cara, bisogna riflettere».

BELLINZONA - La chiamano simpaticamente "Quinta Svizzera". Alla fine del 2022, secondo l'Ufficio federale di statistica, erano 800'041 i rossocrociati all'estero. Mai così tanti. C'è chi scappa dal costo della vita elevato. Chi dalla burocrazia. Chi dallo stress. È il caso della 53enne Miriam Gennari, nata e cresciuta nel Bellinzonese, nota per essere stata la voce di diverse band musicali ticinesi. «Io ho scelto l'Andalusia – dice orgogliosa in collegamento telefonico –. Più precisamente Benalmadena. Per i ritmi lenti soprattutto. Non sputo nel piatto in cui ho mangiato. La Svizzera sarà sempre la mia patria. Ma in Andalusia posso essere davvero me stessa».

Un esodo continuo – Le statistiche indicano anche che il numero degli espatriati rispetto al 2021 è salito dell'1,5%. Un dato che si allinea al trend dell'ultimo ventennio. Nel 2002 gli elvetici all'estero erano "solo" 598'000. Ora, se si considerano anche quelli non registrati, sfiorano il milione. Piacciono il sud est asiatico e il Portogallo. Così come l'Andalusia che sta andando forte. Il numero di svizzeri all'estero più alto si trova comunque in Francia, con 206'433 rossocrociati. Seguono Germania e Italia. 

«Anziani penalizzati» – «Non sono sorpreso da questo esodo – sostiene l'economista Sergio Rossi –. In Svizzera si vive bene, c'è qualità. Ma è alto anche il costo della vita. Tra le persone più penalizzate ci sono quegli anziani che per un motivo o per l'altro sono costretti a vivere solo con l'AVS. È normale che così si faccia fatica». Il 23% degli espatriati ha più di 65 anni. «Ed è una percentuale in costante crescita». 

«Riesco a mettere da parte qualcosa» – Miriam, che in Ticino ha avuto anche periodi difficili finendo in assistenza, è d'accordo: «In Andalusia si guadagna molto meno rispetto al Ticino. Però si riesce a mettere da parte qualcosa a fine mese. In Svizzera mi era impossibile. La mia scelta l'ho ponderata a lungo: sono una madre single di un ragazzo di 23 anni. Lui si arrangia adesso. E se ha bisogno sa che ci sono sempre. Sono venuta in Andalusia da sola, con la voglia di fare musica. Mi è già capitato di esibirmi come artista di strada. Mi occuperò anche di network marketing. Ho tanti sogni».  

«Salari da rivedere» – Ogni anno gli elvetici che lasciano la Svizzera sono più di quelli che vi fanno ritorno. Nel 2022 ci sono state 31'300 partenze a fronte di 21'900 ritorni. Il saldo è decisamente in negativo. Rossi torna sulla questione economica. «Da una parte questa mobilità è interessante. Il telelavoro ti consente magari di lavorare da un'isola idilliaca per un'azienda svizzera. Io però vorrei fare una riflessione in un altro senso: negli ultimi decenni la produttività in Svizzera è aumentata, ma spesso i salari non si sono alzati di pari passo. Questo aspetto si nota ad esempio in Ticino, dove da anni si parla di fuga di cervelli. Non va bene. Significa che ad arricchirsi sono state proporzionalmente poche persone. La politica dovrebbe chinarsi su questa situazione». 

«Ho fatto di testa mia» – «Quando ho preso la decisione definitiva – conclude Miriam – in tanti mi hanno giudicata. Qualcuno era preoccupato per la sanità andalusa. In realtà è messa bene. Per una vita mi sono aggrappata ai giudizi delle altre persone. Stavolta ho deciso di fare di testa mia. È una scelta che mi ha rafforzata. Certo, lasci un Paese perfetto per andare verso l'ignoto. Ma forse era proprio quella perfezione "esagerata" a farmi soffrire. Grazie di tutto Svizzera, ma per ora resto qui». 

 

 

 

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