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GUDO«Sul piano si faceva la fame, e d'estate la gente fuggiva qui»

26.06.23 - 08:31
La capanna Orino festeggia i 30 anni di vita. Un simbolo di resistenza, legato al Ticino del passato.
Capanna Orino
«Sul piano si faceva la fame, e d'estate la gente fuggiva qui»
La capanna Orino festeggia i 30 anni di vita. Un simbolo di resistenza, legato al Ticino del passato.

GUDO - «Qui un secolo fa la gente veniva d'estate per fuggire dalla fame che si faceva sul piano». Claudio Verzasconi, presidente del patriziato di Gudo, descrive così l'area della capanna Orino, situata a un'altitudine di circa 1'400 metri. Lo stabile sabato 8 luglio taglierà il traguardo dei 30 anni dalla sua ristrutturazione. Con una grande festa aperta al pubblico. «Una festa meritata – spiega Verzasconi –. Questa vecchia stalla venne restaurata in memoria dei nostri avi e delle loro fatiche». 

Un Ticino che non c'è più – Un simbolo di resistenza, che rievoca un Ticino che non c'è più. Un manufatto del passato che invita alla riflessione. «La gente faceva fatica. Era fondamentale dunque venire sull'alpe col bestiame. Questa era una cascina che aveva più di un proprietario, con ben sette fornelle. Ogni persona che ne aveva diritto usava la sua fornella per fare il formaggio. Possiamo dire che la capanna Orino decenni fa ha contribuito a fare sopravvivere tanta gente. Anche per questo il patriziato non ha voluto lasciarla cadere».

«Rispetto per chi ha vissuto senza comodità» – Silvano Antonini, capannaro da circa 25 anni, è parecchio legato alla capanna Orino: «Per me è una seconda casa. Sono nato e cresciuto a Gudo. I miei nonni andavano sull'alpe, quando non si sapeva assolutamente cosa fosse l'abbondanza. Ho profondo rispetto per queste persone che hanno vissuto senza alcuna comodità. Si percorrevano anche centinaia di metri solo per andare a prendere un secchio d'acqua». 

Escursionisti più esigenti – Ma cosa vuole dire gestire una capanna del genere? «C'è sempre da lavorare, bisogna tenere pulito, in ordine. La capanna ha 17 posti letto ed è dotata dei comfort che oggi la gente necessita. Gli escursionisti sono leggermente più esigenti rispetto a qualche anno fa. Ufficialmente siamo attorno ai 100-120 pernottamenti all'anno, non tantissimi. C'è tuttavia un buon passaggio giornaliero, specialmente nei mesi non troppo caldi. I nostri frequentatori sono soprattutto svizzero-tedeschi o italiani. Pochi ticinesi purtroppo, come accade anche per le altre capanne. Forse perché per i ticinesi la montagna è una cosa che si dà per scontata».

Una pace impagabile – La struttura è situata in una conca, raggiungerla richiede un certo impegno fisico. «Non tanto per le tre ore di camminata dal paese di Gudo, bensì per il dislivello da percorrere che equivale a circa 1'100 metri. C'è però un aspetto impagabile. Quando ti fermi, respiri una pace che altrove sarebbe impensabile. Il luogo è incredibilmente suggestivo».  

Il programma dei festeggiamenti
Sabato 8 luglio la festa si aprirà attorno alle 11.30. Sarà possibile salire a piedi o con un volo in elicottero. Si inizia con un aperitivo. Seguirà il pranzo. Alle 14 sarà benedetta la nuova croce. Mentre dalle 15 ci saranno i primi voli in elicottero per rientrare a Gudo. Attese circa 150 persone.      

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