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CAMPRA«Cantone e Comune avrebbero dovuto controllare prima di dare il via libera ai sussidi»

06.03.23 - 06:30
Campra Lodge: sotto accusa il business plan della struttura alberghiera. Marco Garbani, avvocato: «Ambizioni esagerate».
Ti-Press (archivio)
«Cantone e Comune avrebbero dovuto controllare prima di dare il via libera ai sussidi»
Campra Lodge: sotto accusa il business plan della struttura alberghiera. Marco Garbani, avvocato: «Ambizioni esagerate».

CAMPRA - Ma con che criterio è stato fatto quel business plan? Il Campra Lodge, struttura che avrebbe dovuto essere un fiore all'occhiello per la Valle di Blenio, è in grossa difficoltà. E la perizia di un esperto l'ha pure ritenuta poco sostenibile economicamente. Marco Garbani, avvocato ed esperto in esercizi pubblici, non riesce a capacitarsi. Considerando il preventivo di 16 milioni di franchi, di cui 7,5 provenienti dal Cantone e 2 dal Comune di Blenio. «Le autorità avrebbero dovuto controllare meglio prima di dare il via libera all'investimento di quei soldi». 

Sogni troppo ambiziosi – Va specificato che una parte del denaro non è ancora stata stanziata. Ma il discorso di Garbani resta comunque lo stesso. L'affitto della struttura ammontava a 12'500 franchi. Con una progressione annua di 2'500 franchi. Fino ad arrivare a un affitto di 20'000 franchi mensili. «Una locazione per una "lodge" da 20'000 franchi al mese, più spese accessorie, tra cui i costi del riscaldamento, significa dovere pagare all'anno 240'000 franchi. Con le spese accessorie arriviamo anche a 275'000 franchi almeno. Se consideriamo le percentuali medie di quanto onerosa debba essere la locazione, secondo le tabelle GastroSuisse 2012, questo costo indurrebbe a una cifra di affari di circa 2 milioni e 150'000 franchi annui».

Conti che non tornano – Non è il caso del Campra Lodge. Garbani rincara la dose: «Pur volendo tenere aperto il locale tutto l'anno, sebbene i periodi interessanti siano limitabili a sei-sette mesi, arriveremmo a una cifra di affari lorda media giornaliera di 6'130 franchi circa, IVA compresa. Le ambizioni di base erano oggettivamente esagerate».

C'è chi si è scottato le dita – Intanto però due giovani esercenti si sono scottati le dita. «Forse un poco vanitosi – sostiene Garbani –, ma sicuramente a torto convinti dagli studi di persone che hanno utilizzato criteri di calcolo quantomeno discutibili per ottenere sussidi pubblici milionari. Non si può dare tutte le responsabilità ai due ex esercenti. Chissà che non ci stia un'inchiesta su chi non ha fatto i conti per la costruzione e i sussidi».

«Non basta fidarsi degli altri» – Mentre tutte le parti in causa stanno cercando una soluzione per garantire un futuro alla struttura, lo studio che ha effettuato il business plan non sta facendo una bella figura. «In ogni caso – conclude Garbani – mi auguro che si arrivi a un lieto fine. Campra se lo merita. Questa comunque è la palese dimostrazione che un proprio business plan, magari studiato con una persona competente di fiducia, costituisce un importante elemento per cominciare con il piede giusto. Non basta fidarsi dei business plan fatti da altri».

COMMENTI
 

Marc 11 mesi fa su tio
Complimenti a chi ha avuto il coraggio di rendere pubblica questa intricata e vergognosa situazione 👍

comp61 12 mesi fa su tio
Che rendano pubblico questo magico business plan che rende possibile pagare un affitto di 20k chf a Campra tutto l`anno! Sono curiosissimo! Sarebbe una barzelletta da ridere a crepapelle se non avessero usato (anche) i nostri soldi.

Shion 12 mesi fa su tio
E l'affitto chi lo incassa per precisazione?

North shore 12 mesi fa su tio
in TI é da sempre che le stazioni invernali campano esclusivamente grazie ai soldi pubblici (= nostri soldi). E che regolarmente sono in difficoltà e lo stato deve intervenire, sempre con soldi pubblici... I giovani gerenti sono stati naiv a credere al business plan, ma i veri responsabili sono quelli che hanno immaginato e eseguito l'operazione, vale a dire municipio, consiglio comunale, cantone, periti esterni che hanno affermato che la cosa stava in piedi finanziariamente. La medicina giusta adesso? che paghino i responsabili con il loro patrimonio privato. Poi vediamo se dopo un precedente simile, con pericolo reale di rimetterci di tasca propria, i soliti prestigiatori di comuni e cantone non staranno più attenti (=non saranno onesti)

BobLutz 12 mesi fa su tio
Il Cantone per definizione lavora con un Business plan fatto con soldi degli altri. In pratica gli esperti dicono che non c'è da fidarsi. Cosa sarà mai capace di controllare ?

dan007 12 mesi fa su tio
Quando lo studio di mercato e eseguito da persone che non hanno competenze in materia l’affitto e una d’equazione con l’investimento e il progetto che a molte dalle i gerenti non ne hanno colpa. Ora occorre un piano di rilancio accurato per minimizzare le perdite resta una destinazione stagionale da migliorare renderla più attrattiva con una gestione accurata dei costi bisogna rivedere tutti i processi in questo caso chiedere a persone competenti con profilo internazionale non locale che non hanno la visione giusta ne l’esperienza per il settore se avete bisogno vi suggerisco una persona di valore che conta molti successi in strutture che rappresentavano lacune importanti nella redditività

Emib5 12 mesi fa su tio
Nella pianificazione di simili impianti si deve tener conto della realtà attuale e di quella futura per evitare di sprecare risorse dello stato. Io metterei negli sprechi anche le sovvenzioni che da decenni vengono/venivano date a stazioni sciistiche poste a quote troppo base o troppo discoste. invece di spingerle in direzioni di utilizzi più adatti al clima attuale.

Valaschign 12 mesi fa su tio
È l’ulteriore dimostrazione che x realizzare infrastrutture necessarie per per il futuro delle nostre montagne - belle, ma particolari - non possono essere adottati i parametri adottati a Lugano, Ascona, Saint Moritz. Eppure questi investimenti sono necessari, ma il tutto calcolato sul doppio degli anni di ammortamento. Dobbiamo rendercene conto a piantarla di attaccarci le vesti a posteriori.

matias13 12 mesi fa su tio
E noi (popolo) paghiamo! L'inchiesta ci sta eccome....e a parte capire chi non ha fatto quello che doveva, capire perché l'ha fatto così.....che è il vero nocciolo della questione! Affaire a suivre
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