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Alla ricerca del patrimonio audiovisivo ticinese

Il DECS dà avvio a un censimento e chiede a enti, organizzazioni, imprese e privati di segnalare i propri archivi
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Alla ricerca del patrimonio audiovisivo ticinese
Il DECS dà avvio a un censimento e chiede a enti, organizzazioni, imprese e privati di segnalare i propri archivi
BELLINZONA - Un censimento del patrimonio audiovisivo del Canton Ticino: è quello che ha deciso di avviare il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), attraverso l’Ufficio dell’analisi e del patrimoni...

BELLINZONA - Un censimento del patrimonio audiovisivo del Canton Ticino: è quello che ha deciso di avviare il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), attraverso l’Ufficio dell’analisi e del patrimonio culturale digitale (UAPCD). La ricerca si avvale anche della collaborazione dell’Associazione per la salvaguardia della memoria audiovisiva svizzera (Memoriav).

«Chiediamo fin da subito a enti, organizzazioni, imprese e privati di segnalare i propri archivi» fanno sapere dal DECS.

Nel 2004 Memoriav ha promosso una prima indagine sui patrimoni audiovisivi, sfociata nella pubblicazione "Il patrimonio musicale e audiovisivo degli archivi e biblioteche del Cantone Ticino", curato dalla Fonoteca Nazionale Svizzera (FN). Il catalogo elenca fonti musicali e audiovisive presenti sul territorio e conservate presso archivi, biblioteche, comuni, parrocchie, istituzioni varie e privati cittadini, allo scopo di favorirne la conoscenza e l’accessibilità.

Adesso il DECS ha deciso di effettuare un nuovo censimento di questo importante patrimonio. «Saranno presi in considerazione tutti gli archivi pubblici e privati costituiti da materiale fotografico e registrazioni audio e video» si legge in una nota. 

Questa nuova indagine si svolge «nell’ambito di una più ampia iniziativa volta alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio audiovisivo svizzero. I singoli cantoni sono invitati ad aderire al progetto - spiega il DECS - contribuendo al reperimento e alla raccolta di dati su fondi e collezioni. Ciò consentirà una mappatura aggiornata e dettagliata del panorama audiovisivo a livello nazionale, facilitando lo sviluppo e l’adozione di strategie di salvaguardia condivise tra cantoni e Confederazione».

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