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Da Bellinzona a Chiasso in bici: «I problemi di sicurezza non mancano»

L'iniziativa dei Giovani Verdi per promuovere la mobilità dolce: «Alcune zone sono particolarmente critiche»
Giovani Verdi
Da Bellinzona a Chiasso in bici: «I problemi di sicurezza non mancano»
L'iniziativa dei Giovani Verdi per promuovere la mobilità dolce: «Alcune zone sono particolarmente critiche»
In un contesto contrassegnato dal rincaro energetico e da una pressione elevata sul sistema sanitario, un gruppo di Giovani Verdi in tenuta carnevalesca è salito in sella alla bici questa domenica, con l’intento di promuovere una rete ci...

In un contesto contrassegnato dal rincaro energetico e da una pressione elevata sul sistema sanitario, un gruppo di Giovani Verdi in tenuta carnevalesca è salito in sella alla bici questa domenica, con l’intento di promuovere una rete ciclabile più organizzata e sicura.

Da piazza Grande a Locarno, ha così preso il via la ciclopasseggiata che ha toccato i principali centri urbani del cantone e non solo. «Siccome abbiamo voluto tenere conto anche della mobilità multi-modale, abbiamo percorso anche delle tratte in treno», ha spiegato Rocco Vitale, co-coordinatore dei Giovani Verdi (che ha organizzato l'evento assieme al "collega" di partito Ariele de Stephanis).

Ciò che è emerso è un’infrastruttura sì presente, ma certamente migliorabile. «Volevamo evidenziarne le criticità - sottolinea Vitale -. Ecco, tra queste possiamo menzionare certamente la mancanza di segnaletica e la discontinuità dei percorsi».  Il lungolago a Muralto è uno dei punti in cui la passeggiata si è rivelata più difficoltosa. «Si è preferito creare parcheggi piuttosto che dare maggior agio a chi viaggia in bicicletta. La strada è molto trafficata e manca un'infrastruttura adeguata», prosegue Vitale.  

Meglio è andata per quanto riguarda gli spostamenti in treno: «Una cosa è certa, lo spazio per spostarsi in bici è poco, ma essendo domenica non abbiamo riscontrato troppe difficoltà. Diverso sarebbe stato se avessimo provato a fare lo stesso durante la settimana». 

La carovana - che ha visto l’abbandono di alcuni partecipanti, ma ne ha anche trovati di nuovi lungo il percorso -, ha transitato per Bellinzona, Lugano e infine Chiasso. Per Vitale tutto ciò è servito per fare emergere un problema di sicurezza: «La criticità maggiore sta certamente nei tratti in cui la ciclabile e le zone pedonali non sono distinguibili. A volte il problema è infrastrutturale, altre è dovuto alla mancanza di informazione. Quello che chiediamo? Un'infrastruttura ciclopedonale potenziata, una segnaletica più presente e visibile e zone distinte per pedoni e ciclisti. Dal canto nostro continueremo a impegnarci a favore della mobilità dolce e mista chiedendo un maggior coinvolgimento non solo da parte dei Comuni, ma anche del Cantone».

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