CANTONEIl prezzo è lo stesso, ma ce n'è di meno. Attenti alla “shrinkflation”

29.11.22 - 06:30
A metterlo in atto, spiegano dall'ACSI, sono soprattutto le grandi aziende. Coop e Migros: «Non sui nostri prodotti»
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Il prezzo è lo stesso, ma ce n'è di meno. Attenti alla “shrinkflation”
A metterlo in atto, spiegano dall'ACSI, sono soprattutto le grandi aziende. Coop e Migros: «Non sui nostri prodotti»

SONDAGGIO

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

LUGANO - Forse non tutti se ne saranno accorti, ma c’è un preoccupante fenomeno che sta attecchendo tra le corsie dei supermercati. Parliamo della “shrinkflation”, in soldoni “sgrammatura”, in pratica la tendenza a ridurre la quantità di prodotto all'interno delle confezioni, mantenendone però invariato il prezzo. Ma anche la tendenza a rimpicciolire gradualmente le confezioni lasciando inalterata l'etichetta del prezzo (che in realtà cresce se considerato “al chilo”).

«Esiste anche in Svizzera» - Diverse associazioni dei consumatori hanno già denunciato questa pratica. Anche l’Associazione Consumatori della Svizzera italiana (ACSI) si è chinata sul problema. Ivan Campari, redattore de “La Borsa della Spesa” (il periodico dell’ACSI), lo conferma: «Sicuramente la shrinkflation esiste anche in Svizzera, visto che non c'è motivo di pensare a strategie di vendita differenti rispetto ad altri paesi. Tuttavia non siamo in grado di fornire cifre precise o informazioni dettagliate. Attualmente stiamo raccogliendo segnalazioni dai consumatori proprio su questo tema. In seguito, proprio a partire da questa raccolta di segnalazioni, è possibile che torneremo a parlarne sulla nostra rivista». 

Un fenomeno recente - Da quanto è in atto il fenomeno? «Impossibile dirlo - spiega Campari -. Probabilmente dall'alba dei tempi visto che si tratta di un trucco piuttosto generico, che qualsiasi venditore può mettere in atto con facilità. Tuttavia l'uso del termine inglese "shrinkflation" è relativamente recente. È stato coniato nel 2009 e diffuso nel mondo anglosassone soltanto verso la metà degli anni 2010». 

Colpa della crisi, ma non solo - Il particolare contesto è chiaramente favorevole, come conferma l'esperto. «Le aziende si trovano confrontate con dei costi maggiori e c'è chi cerca di scaricarli sui consumatori. La “shrinkflation” può fare molto comodo come alternativa ad un aumento dei prezzi tout court».

E alcuni prodotti sono più "manipolabili" di altri. «Generalmente - prosegue Campari - il fenomeno interessa soprattutto quei prodotti la cui quantità può essere modificata con relativa facilità, come i prodotti alimentari, di igiene e di pulizia. Accadde anche con il Toblerone, che nel 2010 vide "dimagrire" di ben 30 grammi la confezione da 200 grammi. Stesso calo di peso apportò la Nestlé ai sui After Eight. Gli esempi sono numerosi». A mettere in pratica strategie di questo tipo sono, poi, i grandi marchi. «Molti dei casi conosciuti riguardano prodotti come Coca Cola, Toblerone o Gatorade. Spesso dietro queste pratiche si celano i colossi del calibro di Mondelez, Nestlé, Coca Cola, Unilever o Danone. È molto più raro che ciò avvenga per piccoli marchi, che hanno anche più difficoltà nel cambiare la composizione dei propri prodotti dall'oggi al domani».

Come difendersi - Per evitare di pagare di più per i medesimi prodotti (senza neppure rendersene conto), per Campari «occorre avere presenti i prezzi indicizzati (per esempio al litro, o al kg), anziché basarsi sul prezzo della confezione. Perché quello che conta è ciò che è effettivamente contenuto in quella confezione. In tal senso, utilizzando lo sfuso non si corre questo rischio e ci si abitua anche a capire il prezzo reale dei prodotti. Quando si acquistano invece prodotti confezionati, bisognerebbe prendere l'abitudine di controllare cosa vi è contenuto, soprattutto se la confezione è appena stata cambiata». 

Migos e Coop: «Non sui nostri prodotti» - Ma cosa ne pensano le principali catene di supermercati in Svizzera?  «Migros Ticino propone oltre l’80% di prodotti con il proprio marchio. E le Industrie Migros non hanno adottato questa strategia», rassicurano dal gigante arancione. Che il contesto sia delicato appare però evidente: «Con scarsità e rincari importanti di alcune materie prime e degli imballaggi (carta, plastica, ecc…), è capitato di dover fare delle riflessioni per ottimizzare i costi del confezionamento: ad esempio, in alcuni pacchi di carta igienica è stato ridotto il numero dei rotoli. Ma il peso totale del prodotto è rimasto invariato, oppure il prezzo è stato percentualmente ridotto».

Migros Ticino, sottolinea il suo portavoce Luca Corti, «è convinta che la trasparenza e il rispetto della clientela siano fondamentali. Quando non vi è altra soluzione è preferibile ritoccare il prezzo, spiegando chiaramente il perché, piuttosto che utilizzare strategie eticamente discutibili che possono arrecare importanti danni d’immagine all’azienda».

Praticamente analogo il discorso presso Coop che assicura di non utilizzare questa pratica per le proprie marche. E aggiunge pure di non aver notato un aumento sostanziale di questo fenomeno con i prodotti di marca. «Al momento siamo a conoscenza solo di una manciata di casi di questo tipo e dovuti all'aumento dei prezzi delle materie prime a livello mondiale, alla scarsità di materiale da imballaggio e all'aumento dei costi di trasporto e di energia».  Coop cita anche il caso Mars per mostrare l'impegno per garantire prezzi equi ai propri clienti. La catena, infatti, ha recentemente deciso di eliminare, per un lungo periodo di tempo, diversi prodotti dal suo assortimento. Il motivo? «Le richieste di aumento di prezzo erano superiori alla media e sproporzionate».

 

COMMENTI
 
Luganese 2 mesi fa su tio
Il fenomeno della riduzione del peso di un prodotto e mantenere lo stesso costo è iniziato parecchi anni fa. Un esempio le patatine Zweifel. La confezione conteneva 100 grammi, ora per lo stesso prezzo la confezione ne contiene 90 grammi e la si trova alla Migros e alla Coop. Ma c’è anche un altro fenomeno di cui poco si parla, dove si agisce sulla modifica degli ingredienti anziché sul peso. L’ho notato nella cioccolata della budget della Migros dove la percentuale delle scaglie di nocciola è diminuita di 1-2 %. Difficile poi identificare l’uso di prodotti simili ma dal costo inferiore, come ad esempio latte UE invece di latte svizzero nelle mozzarelle sulla cui confezione si scrive che sono svizzere.
Viperus 2 mesi fa su tio
Ne inventato di tutte pur di spennarci i soldi di dosso.
Gianca_Zurzi 2 mesi fa su tio
ma la Esselunga non è lontana.....
Sarà 2 mesi fa su tio
@Gianca_Zurzi e credi che la Esselunga non utilizzi questi stratagemmi?
Kelt 2 mesi fa su tio
Il potere decisionale lo abbiamo noi nel nostro portafoglio. Basta non spendere più un cts nei posti che lo fanno. Migros e Coop? Hanno prodotti che arrivano dalle serre spagnole, con una qualità imbarazzante a prezzi ignobili e ci vogliono convincere che è il prezzo del mercato CH. 4,5,6 fr. al Kg per verdure che all'acquisto costano 1 € a cassetta! Vi ricordate poi lo scandalo della carne scaduta e riossigenata?. Ora questo. Come si fa ad andarci ancora? Ripeto anche se non lo sappiamo il potere lo abbiamo noi.
tschädere 2 mesi fa su tio
e nessuno parla della frode dei prodotti bio.questo e solo un aumento dei prezzi nascosto e il nostro mister prezzi cosa fa?.
Panoramix il Druido 2 mesi fa su tio
Potresti spiegare questa cosa della "frode dei prodotti bio"?
gigipippa 2 mesi fa su tio
Più si cucina e meno costa. Senza contare che erbe aromatiche, frutta e molti prodotti della terra basta andargli a cercare nei boschi nelle campagne.
Matan 2 mesi fa su tio
o piantarle in giardino.Salvia, rosmarino, timo, ad esempio, non richiedono chissà quale grosso sforzo
Luca 68 2 mesi fa su tio
ci si accorge molto bene, quando ai pochi soldi e non bastano più per fare la spesa, poi ci si lamenta se si va in Italia a fare la spesa!!
vulpus 2 mesi fa su tio
Bisogna fare attenzione agli involucri che contengono più confezioni: il prezzo è invariato, ma il numero delle confezioni diminuisce. Il numero del contenuto, lo vedi poi a casa quando te ne accorgi e inizi a girare e rigirare la confezione di base, dove in piccolo appare il numero del contenuto. Ma anche la carta da cucina ha dimunuito lo spessore, come pure la carta WC.
MaryOne89 2 mesi fa su tio
Te ne accorgi soprattutto sulle piccole cose, io prendo a volte la Evian, Prima costava 1 franco poi 1,05, ora 1,10, sembreranno "solo" 10 centesimi ma se continua cosi.. Poi su una grande spesa 10 centesimi su tutto è pesantuccia la cosa
Luky 2 mesi fa su tio
Scusa, ma trovo ridicolo comperare acqua quando quella del rubinetto di casa è buonissima e di qualità.
MaryOne89 2 mesi fa su tio
E hai ragione, la uso per tenerla sulla scrivania dell'uffiicio e poi la riempio quando vuota, poi ogni tot però la ricompro.
MissKirova 2 mesi fa su tio
Però qui non si parla di aumenti di prezzo,bensì di riduzione del Prodotto
Matan 2 mesi fa su tio
Una piccola borraccia in metallo o in vetro (ce ne sono di molto belle). Meno plastica, meno microplastiche e dopo un po' risparmi anche :)
Matan 2 mesi fa su tio
Io compro prodotti locali da negozietti, raramente nei supermercati. Queste pratiche non le ho viste. Comunque all'inizio del secolo scorso i costi per gli alimenti erano il 60% di una economia domestica (anche la qualità era maggiore), oggi il cibo è ancora molto economico e un leggero aumento credo ci può stare. Dispiace vedere che quando si compra è sempre più il contenitore che il contenuto.
Matan 2 mesi fa su tio
Io compro prodotti locali da negozietti, raramente nei supermercati. Queste pratiche non le ho viste. Comunque all'inizio del secolo scorso i costi per gli alimenti erano il 60% di una economia domestica, oggi il cibo è ancora molto economico se si confronta con una volta (ok qualità anche inferiore). Un leggero aumento credo ci può stare, dispiace vedere che quando si compra è sempre più il contenitore che il contenuto.
Johari 2 mesi fa su tio
Altro caso i fazzoletti di carta. Negli scorsi anni siamo passati dai 10 fazzoletti per pachettino agli attuali 8 e adesso hanno ridotto le dimensioni del fazzoletto. Imbroglioni.
SteveC 2 mesi fa su tio
Ma chi l’ha detto che non te ne accorgi, te ne accorgi eccome, solo che non hai voce in capitolo.
Um999 2 mesi fa su tio
Un caso molto semplice è il MecDonald’s, si lo so adesso mi tirò dietro molte persone inerente la qualità del cibo. I panini sono sempre più piccoli così come le patatine, ma volevo soffermarmi sulle bustine del ketchup e maionese, praticamente il prodotto interno è inesistente ma il visto invariato, anzi è aumentato. Le confezioni negli ultimi anni si sono ridotti e non da poco, hai l’impressione che ti diano solo la plastica, possibile che nessuno se ne accorga ?
Righe76 2 mesi fa su tio
E num a pagum !!
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