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BELLINZONACroce Verde: «Buon 2021, ma si cerca ancora una casa»

14.06.22 - 09:32
Un costante incremento degli interventi di soccorso ha determinato dei costi di esercizio leggermente in crescita.
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Croce Verde: «Buon 2021, ma si cerca ancora una casa»
Un costante incremento degli interventi di soccorso ha determinato dei costi di esercizio leggermente in crescita.
L'Assemblea generale ordinaria ha inoltre approvato all'unanimità il preventivo per il 2022.

BELLINZONA - L'impegno di Croce Verde Bellinzona è da sempre focalizzato su due obiettivi fondamentali: da una parte offrire alla popolazione un servizio di pronto intervento efficiente e altamente professionale, dall'altra orientarsi per quanto possibile sull'autofinanziamento, evitando di gravare eccessivamente sulle tasche dei cittadini. L'andamento finanziario del 2021 ne è un'ulteriore, importante conferma.

Secondo i dati presentati durante l'Assemblea generale ordinaria che si è tenuta lo scorso 7 giugno, i costi d’esercizio del 2021 sono ammontati a CHF 6’572'226, a fronte di un preventivo di CHF 6'015'600 (+9,25%). I ricavi sono stati per contro pari a CHF 5'161'861 (con un +19,25% rispetto a quanto stimato). Questo ha determinato un disavanzo di CHF 1'410'365 contro i CHF 1'687'200 messi a preventivo (-16,4%). A fronte di questo andamento, il costo pro-capite per i Comuni convenzionati è risultato di CHF 25.50 per 55'313 abitanti, ben al di sotto dei CHF 30.50 stimati.

L'Assemblea ha inoltre approvato all'unanimità il preventivo per il 2022.

I costi di esercizio previsti, per l’anno in corso, sono di CHF 6'173'100 (+2,6% rispetto al 2021) e i ricavi sono di CHF 4'435'700 (+2,4%) con un disavanzo di CHF 1’737’400 (+3%). Il costo pro-capite per i Comuni convenzionati è preventivato di CHF 31.30.

L’attività operativa - Il team di pronto intervento di Croce Verde si compone attualmente di 56 soccorritori, di cui 36 professionisti e 20 volontari. Lo scorso anno l'équipe ha effettuato 4’491 interventi in ambulanza (+8% rispetto al 2020), confermando il costante trend in crescita delle missioni che negli ultimi quattro anni è stato complessivamente di +13,5%.

Il 75% degli interventi ha avuto un carattere primario, vale a dire con paziente in potenziale pericolo di vita, con l'utilizzo dei segnali prioritari del veicolo di soccorso.

I dati epidemiologici rivelano che le ambulanze sono allertate maggiormente per traumi in generale (18,7% degli interventi) e per casi relativi a problematiche psichiche (14,9%).

I chilometri percorsi dai mezzi di pronto intervento di CVB sono stati 133'892 (15’500 km in più rispetto al 2020).

Dopo la pausa forzata causata dalla pandemia, ha ripreso a pieno ritmo l'attività di formazione dedicata alla popolazione. Sono stati 92 i corsi organizzati sulle prime tecniche salvavita, sulle urgenze pediatriche e i corsi USTRA per l’ottenimento della licenza di circolazione.

In crescita anche l'attività di Telesoccorso della Svizzera Italiana, un servizio che, in caso di emergenza, consente agli abbonati di allertare i soccorsi premendo il pulsante di uno speciale braccialetto. Gli utenti sono oggi 2’785 (+3,7% rispetto all’anno precedente).

Nuova sede CVB: ancora in stand-by - Durante il suo intervento, il presidente Vincenzo Lacalamita si è soffermato ad analizzare lo stato attuale del piano di intervento per la nuova sede di Croce Verde Bellinzona.

In una fase iniziale, era previsto di accorpare in un'unica struttura a Camorino il servizio di CVB, quello dei Pompieri, quello della Protezione Civile e una parte dell’AMB. Purtroppo il progetto è naufragato. «Si tratta ora di non perdersi d’animo e di trovare con la Città e il Cantone una nuova soluzione» ha dichiarato il presidente. «Non è più un segreto che la zona su cui puntiamo per quest’opera è situata nel comparto di via Tatti». Tuttavia, i progetti di pianificazione edilizia del Cantone sembrano orientati diversamente. «Ci troviamo di fronte all’impossibilità di creare una struttura consona per gli Enti di primo soccorso nei pressi dell’entrata dell’autostrada e al nuovo Ospedale (Saleggi), dal momento che sembra si preferisca destinare i sedimi sopra indicati ad altra funzione. E questo, dal nostro punto di vista, è un errore», ha aggiunto il presidente. «Naturalmente restiamo aperti anche alla possibilità di insediare la nostra attività nel comparto in cui sorgerà il nuovo Ospedale. Tuttavia, in assenza di tempestive concrete indicazioni, il nostro Ente sarà costretto a cercare altre soluzioni forse anche fuori dal nuovo Comune di Bellinzona».

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