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GAMBARGONO«Abbiamo lavorato bene, oggi giochiamo in difesa»

07.02.22 - 12:24
Il forte vento complica le operazioni di spegnimento del rogo divampato otto giorni fa in Gambarogno.
Tio.ch / 20 minuti (immagine d'archivio)
«Abbiamo lavorato bene, oggi giochiamo in difesa»
Il forte vento complica le operazioni di spegnimento del rogo divampato otto giorni fa in Gambarogno.
Oggi gli elicotteri non possono volare e i militi sono obbligati ad attuare azioni unicamente difensive. Il Comandante Samuele Barenco: «Negli scorsi giorni abbiamo dimezzato la superficie iniziale dell'incendio. Il nostro obiettivo odierno è di tenerlo lì».

INDEMINI - Sono passati otto giorni dalla notte in cui la negligenza di due campeggiatori provenienti dalla Svizzera Interna ha fatto divampare il rogo sul Monte Gambarogno.

L'incendio dimezzato - I pompieri, da quel giorno in cui tutto è iniziato, stanno costantemente domando le fiamme e durante la scorsa settimana sono riusciti a dimezzare la superficie che inizialmente era stata toccata dall'incendio. Uno sforzo offensivo che oggi è stato però temporaneamente bloccato dal ritorno delle raffiche di vento (ampiamente previste da Meteo Svizzera) che hanno impedito agli elicotteri di librarsi in volo. «In questo momento - ci spiega attorno alle 10.40 il comandante del Corpo pompieri di Bellinzona Samuele Barenco - all'Alpe di Neggia c'è un vento molto forte e tempestoso, che ci ha obbligati a fermare tutto il lavoro con gli elicotteri. E la loro assenza ci impedisce di procedere con le operazioni di spegnimento perché ci manca l'acqua». 

Dall'attacco alla difesa - Una mancanza di aiuto dal cielo che obbliga la quarantina di militi delle squadre presenti sul terreno ad attuare azioni unicamente difensive, dopo un weekend trascorso all'offensiva. «Negli scorsi giorni - precisa Barenco - abbiamo lavorato molto bene. Abbiamo attaccato il fuoco e portato avanti molto bene l'intervento. Oggi sapevamo che sarebbe stata una giornata di difesa proprio perché non abbiamo i mezzi per attaccare».

Impedire che il fuoco si propaghi - L'obiettivo per questa giornata difficile dal punto di vista meteorologico è quindi uno e uno soltanto: quello di resistere. Quello di contenere il rogo nella zona dei focolai. «I militi - ci spiega il Comandante - si stanno occupando delle linee di difesa e tagliafuoco in mezzo al bosco. Esse servono per impedire che il fuoco si propaghi nel caso dovesse riaccendersi. Il nostro obiettivo è tenerlo lì».

Decine di ettari - Una zona, quella dei focolai, che come detto concerne circa la metà della superficie complessiva interessata inizialmente dall'incendio. Ma che resta comunque molto importante come dimensione. «Parliamo - precisa Barenco - di un'estensione di decine e decine di ettari in zone molto impervie».

Lavoro di bonifica - E proprio la conformazione del terreno non rende facile il compito dei pompieri presenti sul campo. «Parecchi focolai devono essere bonificati puntualmente. E oggi che non possiamo andare a fare questo lavoro di bonifica - conclude il Comandante - c'è il rischio che questi focolai riprendano vigore e si moltiplichino con il forte vento».

Nei prossimi giorni, quando il vento smetterà di soffiare, i pompieri potranno nuovamente andare all'attacco del fuoco, nella speranza che presto questo terribile rogo sia solo un lontano ricordo.

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