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CANTONEIl Consiglio di Stato approva il piano d'azione contro la violenza domestica

24.11.21 - 14:08
Il fenomeno (in crescita) ha numeri impressionanti: «Nel nostro cantone tre interventi al giorno in ambito familiare».
Ti-Press
Il Consiglio di Stato approva il piano d'azione contro la violenza domestica
Il fenomeno (in crescita) ha numeri impressionanti: «Nel nostro cantone tre interventi al giorno in ambito familiare».
Il Governo ticinese segue i dettami dati dalla Convenzione di Istanbul del 2018. E i suoi quattro assi d'intervento, ovvero prevenzione, protezione, perseguimento e politiche coordinate. «Solo lavorando insieme potremo contrastare questa piaga».

BELLINZONA - «La violenza domestica provoca molto più dolore dei segni visibili di lividi e cicatrici. È devastante subire abusi da qualcuno che ami e pensi che ti ricambi». L'aforisma della politica statunitense Dianne Feinstein fotografa in maniera perfetta una delle piaghe che affligge la nostra società.

Per combattere la violenza domestica - che nel 72% dei casi ha come vittima una donna - la Svizzera ha sottoscritto la Convenzione di Istanbul nel 2018 e oggi il Consiglio di Stato ha approvato il piano d'azione cantonale contro questo triste fenomeno. Un piano che è stato presentato oggi durante una conferenza stampa a Bellinzona. «La violenza domestica - ha esordito il Presidente del Governo Manuele Bertoli - ha ormai assunto un dimensione preoccupante e non si limita più a un fatto privato».

Tre interventi al giorno in Ticino - Benché molti casi restino ancora sommersi, i dati relativi al 2020 sono infatti impressionanti sia a livello nazionale che ticinese. «In Svizzera ci sono stati 20'123 reati in ambito domestico», elenca il Direttore del DECS. «Nel nostro cantone abbiamo invece registrato 607 infrazioni in ambito familiare e più di mille interventi di polizia. In pratica tre interventi al giorno. Questo ci dà la dimensione del fenomeno».

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«In Ticino si è già fatto molto» - Un fenomeno che il Governo intende combattere tramite il Piano d'azione che rientra come «compito prioritario» nel Programma di legislatura 2019-2023 del Consiglio di Stato. Il documento presentato oggi mostra per la prima volta il sistema d’intervento e di sostegno cantonale nella lotta contro la violenza domestica, promuovendo la rete territoriale attiva nel nostro cantone, che negli anni ha agito con impegno per prevenire la violenza domestica e per proteggere le vittime. «In Ticino si è già fatto molto. È però necessario lavorare di più e meglio in un piano sistemico», ha sottolineato Bertoli. «Tutti devono fare la loro parte - amministrazione pubblica e privati - per creare una società migliore».

I quattro assi - Un obiettivo, questo, che il Consiglio di Stato intende perseguire agendo sui quattro assi d’intervento già identificati dalla Convenzione di Istanbul - ovvero prevenzione, protezione, perseguimento e politiche coordinate - attraverso le misure già concretizzate o avviate e le ulteriori misure che verranno identificate. «Il lavoro coordinato - ha precisato il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi - è fondamentale. Il mio dipartimento da dieci anni segue gli autori di violenza domestica e così facendo migliora la protezione alle vittime». 

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Gli fa eco il Direttore del Dipartimento socialità e Sanità Raffaele De Rosa. «Solo l’azione coordinata può portare a risultati concreti per contrastate la violenza domestica. Il piano d'azione vede coinvolti molteplici attori e si amalgama con altre misure messe in atto dal Consiglio di Stato. Va creata una sinergia che coinvolga il cantone, ma anche i comuni». De Rosa - ricordando la campagna lanciata a novembre proprio dal DSS - precisa che 27 donne vittime di abusi e 22 bambini abbiano dovuto rifugiarsi nelle due case protette presenti in Ticino ovvero la Casa delle donne per il Sottoceneri e Casa Armonia per il Sopraceneri. «Dobbiamo fare di più per contrastare questa piaga che riguarda tutti noi. La violenza domestica non è più un fatto solo privato», conclude. «È una ferita nel corpo sociale».

I contatti per chiedere aiuto:

0800 866 866 - Servizio per l’aiuto alle vittime di reati

117 - Polizia

144 - Ambulanza

143 - Telefono amico

147 - Consulenza telefonica per bambini e giovani

0848 33 47 33 - Casa Armonia

078 624 90 70 - Casa delle donne

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