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LUGANO
11.11.2021 - 17:150

Tiziano Galeazzi: «Nessun rinvio a giudizio»

Il municipale UDC prende posizione dopo quanto riferito dal Corriere della Sera

LUGANO - Una tappa dell'inchiesta e non un rinvio a giudizio (cosa che Tio.ch non ha peraltro scritto). In merito all'udienza di ieri a Bergamo, di cui ha dato notizia oggi il Corriere della Sera, il municipale di Lugano Tiziano Galeazzi ha scritto ai media ticinesi per raccontare la sua versione dei fatti.

Ecco la sua presa di posizione (integrale):

«In merito alle notizie apparse oggi sulla stampa che riguardano l’inchiesta giudiziaria italiana “Pecunia olet” che mi vede al momento imputato, va ricordato che i fatti sono accaduti più di 10 anni fa e riguardano il mio lavoro di consulente finanziario nel periodo in cui lavoravo in banca e in seguito come gestore patrimoniale, in un periodo storico contraddistinto dal segreto bancario.

Come ho sempre sostenuto, nelle prese di posizione precedenti, ho sempre agito rispettando le regole bancarie svizzere e le leggi svizzere, a riprova di ciò non ho mai avuto rimproveri dalle autorità elvetiche.

Va ricordato anche che l’ex cliente – di cui parla l’inchiesta – era cliente della banca in cui lavoravo come tutti i clienti, il mio ruolo era quello di gestire solamente gli investimenti in borsa. Va sottolineato pure che in una struttura bancaria ci sono diversi livelli di controlli, fino alla direzione generale, e quindi la decisione di aprire o chiudere una relazione bancaria non resta al singolo funzionario.

Detto questo mi reputo tranquillo per il mio operato e per il mio agire, e quindi ho sempre rigettato le accuse mossami da parte della procura italiana.

Rendo noto che proprio ieri – a differenza da quanto riportato da taluni media – non è stato stabilito nessun rinvio a giudizio, proprio perché il mio difensore avv. Davide Giudici ha sollevato nuovamente chiarimenti su quanto mi viene rimproverato dal ministero pubblico italiano.

Quindi per ora non si parla ancora di alcun processo, e se dovesse esserci, con massima tranquillità e trasparenza, avrò modo con il mio legale di ulteriormente chiarire la mia posizione avuta in quelli anni.

Sottolineo infine che in un procedimento penale vale la presunzione d’innocenza, secondo il quale una persona è innocente fino a prova contraria, questo sia in Svizzera che in Italia».

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