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01.10.2021 - 07:010
Aggiornamento : 04.10.2021 - 16:31

«Negli aeroporti di tutto il mondo, i viaggiatori affascinati dalla divisa Swissair»

Sono passati vent'anni dal grounding di Swissair. All'epoca la ticinese Caroline Rihs era assistente di volo

Poche ore dopo l'arrivo a Singapore, l'equipaggio di cui faceva parte si era dovuto preparare per tornare immediatamente in Svizzera: «A bordo del velivolo c'era molta tristezza»

LUGANO - «Per motivi finanziari, Swissair non è più in grado di effettuare i suoi voli». È con questo annuncio che vent'anni fa è iniziata la fine della compagnia aerea elvetica. Quel 2 ottobre del 2001, improvvisamente migliaia di viaggiatori si erano trovati in possesso di un biglietto che non aveva più nessun valore. Tutta la flotta era rimasta a terra.

Il grounding, che aveva scosso l'intero paese, lo ha vissuto in prima persona anche una ticinese: si tratta di Caroline Rihs, che oggi lavora per un ente di soccorso e che all'epoca era assistente di volo in seno a Swissair. Quel giorno era da poco atterrata all'aeroporto di Singapore-Changi. «Era una delle rotazioni più belle, in quanto l'equipaggio si fermava in loco per una settimana. Una settimana in cui si effettuava anche un volo con destinazione Ho Chi Minh City, in Vietnam».

La chiamata in mezzo alla notte - Ma quella volta la permanenza nel sud-est asiatico è durata molto meno. Soltanto poche ore. Nella serata del 1. ottobre l'equipaggio è infatti sbarcato a Singapore e si è recato in albergo. Dopo un aperitivo, tutti insieme hanno trascorso una serata all'insegna dello street food. «Verso le 23 siamo tornati in hotel e siamo andati a letto» ci racconta Caroline. Poco dopo la mezzanotte ha però suonato il telefono: «Era il comandante, ci comunicava che dovevamo subito prepararci per rientrare a Zurigo».

Un triste volo verso casa - In un quarto d'ora tutto l'equipaggio era dunque pronto a partire ed è poi corso in aeroporto per salire a bordo dello stesso velivolo con cui era arrivato poche ore prima. Stavolta come passeggeri, in quanto il loro turno era previsto soltanto la settimana successiva. Quella era però l'ultima possibilità di rientro, altrimenti si sarebbero dovuti organizzare diversamente. «Tutti gli aerei dovevano tornare all'aeroporto di Zurigo, non c'erano più soldi, nemmeno per il carburante» ricorda Caroline. «Quella notte, su quel volo, c'era un'aria molto tesa e si percepiva una profonda tristezza». Anche se la notizia non era giunta del tutto inaspettata: «Da un po' c'era molta incertezza».

L'addio con lo champagne - Una volta atterrati a Kloten, dopo lo sbarco dei viaggiatori il personale Swissair è rimasto a bordo del velivolo per l'ultimo saluto. «Il comandante ha preso le ultime bottiglie di Champagne rimaste e abbiamo fatto un aperitivo d'addio, abbiamo anche portato a casa come ricordo degli attaccapanni della first class».

Il ritorno in banca - Per Caroline, con la fine di Swissair si è conclusa la sua esperienza come assistente di volo, durata due anni. «Quando avevo cominciato, sapevo che lo avrei fatto soltanto per qualche anno in modo da poter vedere il mondo, ma pensavo che sarebbe durata un po' di più» ci racconta, ricordando che proviene da una famiglia di aviatori, in quanto suo nonno era pilota e suo zio lo è tutt'ora. Tuttavia, col grounding ha poi deciso di tornare alla sua precedente attività: la banca.

Il fiore all'occhiello della Svizzera - Tuttora il grounding di Swissair non manca di suscitarle tristezza. E ricorda con nostalgia la sua esperienza come assistente di volo per una compagnia che «era il fiore all'occhiello del nostro paese». «Quando negli aeroporti di tutto il mondo indossavi la divisa Swissair, lo facevi con orgoglio e la gente ti guardava affascinata» racconta. «Swissair - continua - era una parte di tutti gli svizzeri, era un pezzo di casa che ci portava in giro per il mondo».

Oggi volare è un'esperienza completamente diversa. «Quando salgo a bordo di un aereo, mi manca il servizio che c'era un tempo: su Swissair si era serviti e riveriti, si era coccolati... ora volare è diventato uno stress, la vacanza comincia soltanto nel momento in cui si arriva in albergo, mentre all'epoca il volo ne faceva già parte» conclude.

Rimasero a terra oltre 19'000 passeggeri

Era il 2 ottobre del 2001, quando a Swissair sono finiti i soldi. E tutta la flotta è rimasta a terra. Una notizia non del tutto inaspettata, in quanto già dalla fine degli anni Novanta la compagnia era in difficoltà finanziaria.

I tentativi di risollevarsi sono poi stati definitivamente stroncati dagli attentati terroristici dell'11 settembre, che hanno messo in seria difficoltà l'intera industria dell'aviazione.

L'ultimo tentativo, denominato progetto Phoenix, prevedeva che UBS e Credit Suisse acquistassero le azioni Crossair per poi acquistare Swissair.

Il grounding del 2 ottobre lasciò a terra 19'000 passeggeri di 262 voli. In seguito la Confederazione stanziò un credito d'emergenza di oltre 450 milioni per riprendere le operazioni di volo su alcune tratte, in vista della creazione di una nuova compagnia: Swiss.

Tra il 1931, anno della sua fondazione, e il 2002, Swissair trasportò oltre 260 milioni di viaggiatori.

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Commenti
 
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Rusky 2 mesi fa su tio
il grounding vergognoso della mitica Swissair é il risultato di manager incompetenti interessati solo ad incassare lauti stipendi
Wunder-Baum 2 mesi fa su tio
mi ricordo che all'epoca lavoravo all'estero. Un collega venne e mi disse....ma cosa sta succedendo con la vs compagnia di bandiera ? E' fallita. Pensavo che fosse uno scherzo, ma poi mi resi conto che era tutto vero. Fu un duro colpo per me !
Gualtierino 2 mesi fa su tio
Ricordiamo che fu una strategia elaborata da McKinsey (che i manager implementarono ciecamente) a far fallire Swissair! L’11 settembre diede solo il colpo finale.
volabas56 2 mesi fa su tio
Che fa rabbia, è che nessuno non abbia fatto la galera, come si sarebbe meritato. Qui c'erano tutti i presupposti per agire in quel senso. Poi la beffa , che sono stati chiamati degli ambigui personaggi per raddrizzare la situazione; ma il peggio è che non hanno fatto assolutamente nulla. Anzi se ne sono andati ancora con delle retribuzioni pazzesche. Solo un nome su tutti, tale mario corti. E grazie a politici e maneggioni di ogni genere la questione è stata archiviata.
Aka05 2 mesi fa su tio
@volabas56 Purtroppo hai ragione, una situazione disastrosa, poi “gestita” vergognosamente. Fa rabbia solo a ripensarci
seo56 2 mesi fa su tio
🤐🤐
negang 2 mesi fa su tio
Il grounding andava evitato ad ogni costo. Anche con un intervento statale come avvenuto per UBS. Si evitava la figuraccia a livello Mondiale da cui e' poi partito il declino della credibilta' Svizzera costruita da secoli di cose fatte bene. Da li in poi sono crollate n cosette tipo il segreto bancario e tanto altro. Senza contare che il fallimento non e' stato seguito dalla liquidazione degli assets della compagnia ovvero gli aerei che avrebbero in parte ripagato i debitori che invece hanno ricevuto poco o nulla. Altra cosa stranissima e svizzerissima.
Tato50 2 mesi fa su tio
@negang Qualcuno però, sebbene abbia avuto una parte importante nel fallimento, è stato lasciato andare con qualche milioncino in tasca. A pagare i soliti ceti !!!
F/A-19 2 mesi fa su tio
@negang C’è ne sono tante di cose strane anche nel nostro piccolo Ticino, l’elenco è lunghissimo!
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